Governo, scontro politico. Salvini: “In aula prima di Ferragosto”

elezioni anticipate

É di nuovo scontro politico aperto per la decisione sul voto anticipato. L’unica cosa certa in queste ore è che la maggioranza non esiste più, in quanto (come aveva chiarito Matteo Salvini) “qualcosa si è rotto”. Dal governo i due vicepremier litigano di nuovo sulla data delle elezioni: se Di Maio intende prima votare per il taglio dei parlamentari, Salvini ritiene, invece, che il voto debba essere discusso “in aula prima di Ferragosto”. Beppe Grillo scende in campo tra i due litiganti e afferma: “Altro che voto, salviamo il paese dai barbari”. Dalle opposizioni, infine, giunge la smentita di un possibile accordo Renzi-5 stelle: “Ipotesi accordo Pd-M5s non esiste”. Renzi chiarisce: “Non faccio accordicchi segreti”.

Elezioni anticipate: è scontro politico

La maggioranza si è spaccata, il paese si avvia verso elezioni anticipate. Questa è forse l’unica certezza del popolo italiano. Mentre nel mondo politico è un testa a testa sui modi e i tempi della crisi di governo in atto, Matteo Salvini cerca di allontanare gli ultimi accostamenti a Hitler. Sui social scrive infatti: “Non siamo più negli anni Trenta, nel nostro Paese non ci sono Hitler all’orizzonte e chi governa in Italia lo decidono gli italiani”.

Da Matera, il leader del Carroccio parla proprio di questo argomento: le elezioni anticipate. “Mi aspetto che il Parlamento si esprima il prima possibile e non dopo Ferragosto. Bisogna avere presto un governo che faccia la manovra“. Poi, Matteo Salvini torna a parlare dell’accordo tra M5s e Pd:”Un accordo Renzi – Di Maio sarebbe tragico”, afferma. In mattinata, infine, il vicepremier ha tweettato: “Il tg del primo canale pubblico tedesco sostiene che ‘Salvini premier sarebbe da pelle d’oca‘. In Europa si devono rassegnare: l’Italia ha rialzato la testa e vuole decidere liberamente del proprio futuro”.

Il commento di Beppe Grillo

Dal blog pentastellato, durante gli scontri tra Salvini e Di Maio, Beppe Grillo si mette in mezzo e dichiara: “Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il Paese dal restyling in grigio-verde dell’establishment che lo sta avvolgendo. Come un serpente che cambia la pelle”. Il fondatore del Movimento intende dare una linea guida ai colleghi: “Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari, non si può lasciare il Paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un’illusione. Lasciamoci quindi alle spalle psiconani, ballerine e ministri propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita, per noi soltanto sporcizia non biodegradabile”.

La replica di Luigi Di Maio

Il leader pentastellato non intende restare a guardare la crisi dall’esterno e su Facebook dedica un post alla Lega. “In queste ore mi sembra che siano proprio in preda al panico, provano ogni giorno in tutti modi ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una scelta che è stata fatta per puro egoismo. La Lega ha buttato giù l’unico governo che in un anno ha resistito a lobbies e poteri forti. Che ha approvato la legge anti-corruzione più punitiva d’Europa e ha iniziato ad aiutare pensionati, poveri e precari. E forse lo ha fatto cadere proprio per questo: quando i sondaggi gli hanno detto che poteva staccare, lo hanno fatto. Così la Lega potrà tornare a difendere gli interessi di Autostrade e simili”.

L’accordo Renzi-Di Maio

Luigi Di Maio, nel post su Facebook, torna anche sull’intesa con il Pd chiarendo: “Ora, siccome la Lega è in difficoltà, ha iniziato a buttarla in caciara con un fantomatico inciucio Pd-M5S“. La segretaria del Pd, Paola De Micheli, invece, aggiunge: “Non esistono le condizioni politiche per un altro governo, almeno con il Pd: è la linea che la direzione nazionale ha approvato 15 giorni fa all’unanimità”. Infine, smentisce anche Matteo Renzi: “Io non faccio accordicchi segreti, io parlo con interviste, con interventi, con post. Capitan Fracassa ha paura: paura di me, ma soprattutto paura di noi. E fa bene a essere impaurito perché l’Italia civile è più forte del suo odio e della sua macchina da propaganda rimasta senza soldi”. Infine, l’ex premier conclude: “Quando si parlerà in Senato e anche sui giornali, sui social, nelle piazze io dirò quello che penso sull’aumento dell’Iva, sulla riduzione del numero dei parlamentari, sul chi deve gestire le elezioni dal Viminale e da Chigi”.