Crisi di governo, la decisione di Mattarella: "Farò nuove consultazioni"

La decisione di Mattarella

Terminato il secondo giorno di consultazioni al Quirinale, alle 20 ha parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo "due ore riflessione”, come aveva annunciato il direttore dell'ufficio stampa della Presidenza della Repubblica.

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Mattarella: “Crisi risolta in tempi brevi, o si va al voto”

Le parole del Capo dello Stato: "Con le dimissioni di Conte si è aperta la crisi con una rottura polemica tra i due partiti. La crisi va risolta in tempi brevi come richiede un grande Paese come il nostro. Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese, in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni. Il ricorso agli elettori è necessario se il parlamento non e' in grado di esprimere una maggioranza di governo. Mi è comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine delle consultazioni al Quirinale.

“Il Presidente della Repubblica ha il dovere”, ha aggiunto, “ineludibile, di non precludere l'espressione di volontà maggioritaria del Parlamento, così come è avvenuto, del resto, anche una anno addietro, per la nascita del governo che si è appena dimesso. Al contempo ho il dovere di richiedere nell'interesse del Paese decisioni sollecite”.

"Nel corso delle consultazioni mi è stato comunicato da parte di alcuni partiti che sono state avviate iniziative per un'intesa in Parlamento per un nuovo governo e mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche, del resto, è stata rappresentata la possibilità di ulteriori verifiche”.

Da qui la decisione di Mattarella: "Svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie" ha concluso Mattarella.

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Zingaretti: “Emerge un quadro su cui lavorare”

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha commentato: Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare”.

Dopo gli incontri di ieri con il presidente del Senato Casellati, quello della Camera Fico e i gruppi misto al Senato e alla Camera, autonomie e LeU, oggi è stata la volta di Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle.

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Di Maio: “No al voto, piano in 10 punti per far ripartire l’Italia”

“La crisi di governo ha fatto male a milioni di italiani, basta pensare che a causa della crisi il Consiglio dei ministri non riesce ad approvare leggi che servono a milioni di italiani". Lo afferma il leader del M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con il presidente Mattarella.

"Abbiamo informato il capo dello Stato di quelli che, secondo noi, sono obiettivi prioritari per gli italiani, dieci impegni che secondo noi devono essere portati a compimento" ha proseguito il capo politico del M5S. Il primo impegno fra tutti è "il taglio dei parlamentari, non la daremo vinta a chi vuole tenerseli stretti".

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Poi il “no” alle elezioni: "Sono state avviate tutte le interlocuzioni per avere una maggioranza solida che voglia convergere sui punti indicati. Noi non lasciamo affondare la nave, che a pagare siano gli italiani".

Lega, Salvini: "Disposti a ragionare se i 'no' del M5s diventano 'si'"

"La sovranità appartiene al popolo. La via maestra è andare alle elezioni". Lo ha detto Matteo Salvini terminato l’incontro con Mattarella.

Il leader del Carroccio non ha chiuso tuttavia le porte al Movimento 5 Stelle: "Leggo - ha continuato Salvini - che alcuni dei no sono diventati dei sì, che ci sono parlamentari M5s disponibili a fare una manovra coraggiosa fatta di crescita, investimenti, flat tax. Aver scoperchiato il vaso è servito a qualcosa, evidentemente...". E dunque "se qualcuno mi dice 'ragioniamo perché dei no diventino sì, miglioriamo squadra e programma, diamoci obiettivo non contro ma per, io ho sempre detto che sono uomo concreto, non porto rancore, guardo avanti mai indietro".

"Ancora oggi persone mi dicono andate avanti, non riportateci alla vecchia politica. Accordo M5s-Pd è la vecchia politica, l'unico collante sarebbe 'contro' Salvini, Quota 100, flat tax", ha infine aggiunto il ministro dell'Interno.

Forza Italia: “Governo di centrodestra o elezioni anticipate”

Dopo più di un’ora di colloquio con Mattarella, Forza Italia ha concluso gli incontri della mattina alle ore 12.30 circa. All’uscita dall’incontro con il presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi ha affermato che con il precedente governo “è stata indebolita l’economia italiana al punto che rasenta la crisi con un debito pubblico che ha superato il livello di guardia”. Fi ha ribadito che “un governo non può nascere in laboratorio se basato solo su un contratto” e che dunque “in nessun caso Fi è disponibile ad alleanze con chi è stato contrastato in campagna elettorale”. L’idea ribadita da Forza Italia è trovare un governo di maggioranza di centrodestra in Parlamento per rispecchiare la volontà degli italiani, in alternativa ci sarebbe solo il voto anticipato.

Pd: “Disponibili a un esecutivo di svolta”

Alle 11 è toccato al Partito Democratico. Il segretario Nicola Zingaretti ha affermato: “Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica la disponibilità a verificare la formazione di una diversa maggioranza e l’avvio di una fase politica nuova e un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica”. Il segretario Dem ha ribadito però di non volere un governo a qualsiasi costo perché “serve un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, una ampia base parlamentare che ridia speranza agli italiani”. Nel caso in cui non dovessero esistere tali condizioni il Pd non ha escluso le elezioni anticipate.

Fratelli d’Italia: “Elezioni unico esito possibile”

Ad aprire gli incontri odierni, alle 10, è stata la delegazione di Fratelli d’Italia guidata dalla presidente Giorgia Meloni, dal capogruppo al Senato Luca Ciriani e dal vicegruppo Tommaso Foti. All’uscita Meloni ha ribadito la posizione di FdI: “Le elezioni oggi sono l’unico esito possibile e rispettoso per l’Italia, dei suoi interessi, del suo popolo e della Costituzione. Diciamo no ad un governo che ha la maggioranza in Parlamento ma non tra i cittadini: sarebbe irrispettoso della volontà popolare e delle nastra democrazia. Ho sentito Salvini, penso che se si andasse al voto ci sarebbe una compagine formata da FdI e dalla Lega e come sappiamo sarebbe già maggioritaria nel paese secondo le indicazioni che ci arrivano dai sondaggi e dalle elezioni”.

Zingaretti boccia il Conte-bis

Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha affermato che i margini per una trattativa per un Conte-bis siano nulli: “Conte non va bene, non si può dire che gli altri, ovvero Salvini, abbiano sbagliato e riprendere a governare come se nulla fosse cambiando solo alleato.Il contratto di governo non funziona, non si può pensare che ci siano due vicepremier che curano rispettivamente i propri orticelli”. Zingaretti poi ha anche escluso di poter fare il capo del governo in quanto “faccio già il presidente della Regione Lazio e il segretario del Pd e intendo continuare a fare questo”.

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