Governo si impegna a riduzione deficit a -1,8% Pil nel 2021

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Roma, 5 mar. (askanews) - "Il governo, sentita la Commissione europea e in considerazione della temporaneità della deviazione dal sentiero di aggiustamento, si impegna, nelle more dell'aggiornamento delle valutazioni che sarà condotto in sede di presentazione del DEF 2020, a riprendere il percorso di convergenza verso l'Obiettivo di medio termine come previsto dalla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, con una riduzione del deficit nominale a -1,8 per cento del PIL nel 2021 e al -1,4 per cento del PIL nel 2022, tenuto anche conto del risultato 2019 dell'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, che, attestandosi all'1,6 per cento del PIL, ha registrato una significativa diminuzione rispetto alla previsione del 2,2 per cento indicata nelle ultime stime ufficiali diffuse". È quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri che oggi ha approvato la "Relazione al Parlamento per il 2020", redatta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, da presentare alle Camere, ai fini dell'autorizzazione dell'aggiornamento del piano di rientro verso l'Obiettivo di medio termine (OMT) rispetto a quello già autorizzato con la Relazione al Parlamento 2019, allegata alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019.

"Lo scostamento rispetto all'OMT già indicato - si legge nella nota - si rende necessario in relazione alle iniziative immediate, di carattere straordinario e urgente, che il Governo intende assumere per fronteggiare le rilevanti esigenze di natura sanitaria e socio-economica in relazione allo stato di emergenza dichiarato per la diffusione del virus COVID-19".

Il pacchetto di misure che il Governo intende adottare, informa il comunicato, prevede "un incremento delle risorse destinate al sistema sanitario pubblico, al sistema della protezione civile e alle forze dell'ordine per assicurare la necessaria dotazione di strumenti e mezzi che consentano, rispettivamente, di fornire assistenza alle persone colpite dalla malattia e applicare le politiche di prevenzione e mitigazione del rischio. Si prevedono, inoltre, misure e interventi di contrasto ai disagi sociali ed economici conseguenti al rallentamento e, in alcuni casi, alla sospensione delle attività produttive, che consisteranno nello stanziamento di nuove risorse finanziarie destinate al sostegno dei redditi, alla salvaguardia dell'occupazione e al potenziamento degli ammortizzatori sociali, nonché misure di sostegno alle aziende dei territori e dei settori produttivi interessati con particolare intensità dagli effetti dell'emergenza sanitaria in termini di riduzione del livello di attività e di fatturato, con conseguente impatto sulla liquidità delle imprese, anche attraverso la concessione di garanzie sui debiti delle stesse".

"Tali iniziative avranno un impatto sull'indebitamento netto dell'anno in corso. Rispetto allo scenario programmatico della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, tali misure determineranno un peggioramento dell'obiettivo di indebitamento netto previsto per l'esercizio in corso dell'ordine di circa 6,35 miliardi di euro, corrispondenti a circa 0,3 punti percentuali di PIL. Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato potrà aumentare fino a 87 miliardi di euro nel 2020 in termini di competenza e a 136,5 miliardi di euro in termini di cassa, con un incremento di 7,5 miliardi sia in termini di competenza che di cassa", conclude la nota.