Gran Bretagna, 'freedom day' minato da aumento contagi, caos auto-isolamento

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Alcune persone prendono parte all'evento "00:01" organizzato da Egyptian Elbows presso il locale Oval Space in seguito all'allentamento delle misure anticovid in Inghilterra

di William James

LONDRA (Reuters) - Il 'freedom day' indetto da Boris Johnson, dopo un anno di restrizioni di lockdown anticovid in Inghilterra, è stato minato da crescenti infezioni, segnalazioni di carenze di scorte nei supermercati e dall'auto-isolamento dello stesso Primo Ministro.

La scommessa di Johnson di poter riavviare una delle maggiori economie europee, dato l'alto numero di persone ora vaccinate, segna un nuovo capitolo nella risposta globale al coronavirus.

Se i vaccini si dimostreranno efficaci nel ridurre sintomi gravi e morti, anche con le infezioni a livelli record, la decisione di Johnson potrebbe offrire una via d'uscita da una delle peggiori crisi della sanità pubblica in decenni. Altrimenti, si intravedono nuovi lockdown all'orizzonte.

Tuttavia, l'importante giorno di Johnson è stato segnato da problemi tecnici, dopo che l'app del National Health Service ha ordinato l'auto-isolamento di centinaia di migliaia di cittadini - alimentando timori di carenze sugli scaffali dei supermercati.

"Se non lo facciamo ora, dobbiamo chiederci 'quando lo faremo?'" ha detto Johnson solo poche ore dopo aver accantonato un piano per evitare una quarantena obbligatoria di 10 giorni, insieme al ministro delle Finanze Rishi Sunak.

"Questo è il momento giusto, ma dobbiamo farlo con cautela. Dobbiamo ricordarci che purtroppo questo virus è ancora là fuori", ha aggiunto.

La Gran Bretagna ha il settimo bilancio delle vittime più alto al mondo, a 128.708 morti, e si prevedono a breve nuove infezioni ogni giorno, più di quanto visto all'apice della seconda ondata del virus all'inizio dell'anno. Domenica sono stati riportati 48.161 nuovi casi.

Tuttavia, battendo gli altri stati europei, l'87% della popolazione adulta britannica ha ricevuto una vaccinazione, e oltre il 68% ha avuto entrambe le dosi e una protezione completa. Il bilancio giornaliero delle vittime, attualmente a circa 40 morti al giorno, rappresenta solo una frazione del picco visto a gennaio, a oltre 1.800 morti.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Roma Stefano Bernabei, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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