Gran Bretagna, la diffusione della variante indiana e la terza ondata della pandemia

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Variante Delta
Variante Delta

La situazione legata alla pandemia da coronavirus nel Regno Unito era in netto miglioramento grazie alla massiccia ed efficiente campagna vaccinale promossa nel Paese, iniziata all’inizio del mese di dicembre 2020. La Nazione, tuttavia, nonostante i brillanti risultati raggiunti negli ultimi mesi, sta affrontando una nuova ondata di contagi provocata dalla variante Delta del SARS-CoV-2.

Covid, variante Delta nel Regno Unito: “Terza ondata in corso”

Il Regno Unito si trova a dover fronteggiare una nuova ondata di contagi Covid provocata dalla circolazione della variante Delta, individuata per la prima volta in India nel mese di ottobre 2020, che sta rapidamente compromettendo l’equilibrio raggiunto dalla Nazione nel corso degli ultimi mesi.

La costante e aggressiva diffusione della variante Delta in Gran Bretagna ha portato il Governo inglese a rimandare al prossimo 19 luglio la revoca delle limitazioni imposte nel Paese: una simile iniziativa doveva essere introdotta a partire dal 21 giugno.

Al momento, quindi, gli esperti britannici sono ormai convinti di doversi destreggiare con una prepotente “terza ondata”.

A questo proposito, è intervenuto il professor Adam Finn, consulente governativo nonché uno dei maggiori esponenti del Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione.

L’esperto, durante un’intervista rilasciata al programma radiofonico Today di Radio 4, ha spiegato: “I contagi stanno salendo: possiamo sperare che non aumenteranno più velocemente di adesso, ma stanno salendo. La terza ondata è in corso”.

Covid, variante Delta nel Regno Unito: maggiore contagiosità

Nel corso dell’ultima settimana, nel Regno Unito si è registrato un incremento dei contagi pari al 33,4%: ciononostante, gli esperti hanno rivelato che il ritmo relativo alla scoperta di nuovi positivi appare in calo rispetto ai primi focolai pandemici da imputare alla variante Delta emersi negli ultimi giorni di maggio.

In un lasso temporale corrispondente a 14 giorni, tuttavia, i contagi nel Paese sono aumentati del 118%, provocando il raddoppiamento dei ricoveri per Covid nei nosocomi britannici.

La variante Delta, quindi, si riconferma come la variante del SARS-CoV-2 più contagiosa e aggressiva, soprattutto se confrontata con la cosiddetta variante inglese, attualmente predominante in Europa. La variante Delta, infatti, possiede una contagiosità superiore di circa il 60% rispetto alla variante inglese: la percentuale, secondo alcuni studi, salirebbe addirittura al 97%.

Covid, variante Delta nel Regno Unito: vaccini e iniziative degli altri Paesi

Una delle maggiori difficoltà riscontrate dal Regno Unito rispetto alla diffusione della variante Delta, inoltre, riguarda i vaccini. È emerso, infatti, che una sola dose di vaccino non protegge i cittadini in modo efficace: per ottenere una buona copertura contro la variante, quindi, sono necessarie entrambe le dosi.

Data la situazione in essere nel Paese, oltre a ritardare il tanto atteso “Freedom Day” e velocizzare ulteriormente la campagna vaccinale, il Regno Unito sta effettuando test a tappeto in tutte le aree maggiormente colpite dalla variante Delta, sequenziando la maggior parte dei tamponi.

La misura ha consentito di scoprire che la variante indiana è la causa di circa il 90% dei nuovi casi di positività al SARS-CoV-2 segnalati in Gran Bretagna.

Per questo motivo, molti Paesi – compresa l’Italia – stanno varando iniziative mirate a limitare drasticamente ed evitare i contatti con il Regno Unito.

In Italia, infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza per vietare l’ingresso nel Paese di cittadini che provengono dall’India, dal Bangladesh e dallo Sri Lanka mentre i cittadini che arrivano dal Regno Unito dovranno rispettare una quarantena di 5 giorni con obbligo di tampone.

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