Lanzalone lascia Acea

Huffington Post

"In data odierna l'avv. Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA. Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo". Lo scrive Acea spa in una nota.

La notizia delle dimissioni arriva mentre l'inchiesta sulle tangenti per la costruzione del nuovo stadio della Roma - che ha portato all'arresto di 9 persone, tra cui Lanzalone (di area grillina), e 16 indagati, incluso Paolo Ferrara (capogruppo M5S in Comune) - scuote il movimento, che si mette sulla difensiva.

"La rassegna stampa è vergognosa, io non c'entro niente e non c'è un giornale che abbia avuto il coraggio di riportare questa notizia. Il Comune, i romani e la As Roma sono la parte lesa. Oggi partono le querele". Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in merito all'inchiesta sullo stadio della Roma.

"Lanzalone dovrebbe subito dimettersi da presidente di Acea. Mi aspetto nelle prossime ore che faccia questo gesto", aveva detto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a Radio Rtl 102.5, dopo la notizia dell'arresto ai domiciliari. "Chi sbaglia deve pagare. Non c'è presunzione di innocenza per reati così importanti".

"Ci hanno infettati? Il vero tema - assicura il ministro - è come reagisce la politica quando succedono queste cose. Ho visto nel passato forze politiche proteggere i corrotti, finché noi reagiamo così significa che non ci siamo fatti infettare".

A difendersi, accusando però i capi del movimento, è Roberta Lombardi, candidata presidente e capogruppo M5S nel Lazio, che in un'intervista a Repubblica afferma: "Non ho mai chiesto e nemmeno ottenuto 'a mia insaputa' favori dal costruttore Parnasi". E attacca: "A portare Lanzalone a Roma è stato il gruppo che si occupava degli enti locali".

Sul caso interviene indirettamente anche Raffaele Cantone, presidente dell'Anac: "Le vicende di questi giorni danno forza alla...

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