Granchio blu: la verità sul crostaceo "alieno" che fa impazzire Ladispoli

Granchio blu: la verità sul crostaceo
Granchio blu: la verità sul crostaceo "alieno" che fa impazzire Ladispoli (Foto: Getty Images)

Un ritrovamento curioso, che qualcuno non ha esitato a definire "alieno". La verità dietro il granchio blu sbarcato in questi giorni sulle coste di Ladispoli è in realtà molto più terrena. Seppure comunque da raccontare, visto che il crostaceo che tanta attenzione ha riscosso tra i bagnanti del litorale laziale ha fatto un viaggio ugualmente molto lungo.

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La vicenda ha vissuto la prima tappa domenica 24 luglio, precisamente a Torre Flavia. Qui per la prima volta Ladispoli ha conosciuto il Callinectes sapidus, meglio noto come granchio reale blu. Il suo habitat naturale è però tutt'altro, ossia l'intera costa atlantica dell'America (dalla Nuova Scozia fino all'Argentina). Motivo per cui le sue particolari chele di un colore azzurro intenso hanno fatto immediatamente gridare qualcuno all'invasione aliena.

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Ovviamente non era così, ma gli esperti hanno ugualmente voluto catturare un esemplare per analizzarlo e scoprirne le caratteristiche. Il primo granchio blu è quindi rimasto in cattività per 72 ore in un'apposita vasca, ma nel frattempo a Ladispoli ne sono arrivati altri. Fino a raggiungere il numero di una quindicina, per l'entusiasmo soprattutto dei bambini della zona. Per i quali gli strani crostacei "alieni" hanno rappresentato per ore una sorta di "caccia al tesoro" marina in piena regola.

Granchio blu: la verità sul crostaceo
Granchio blu: la verità sul crostaceo "alieno" che fa impazzire Ladispoli (Foto: Getty Images)

Il fatto che il granchio reale blu si sia spostato dai mari americani dell'Atlantico al nostro Mediterraneo, però, è una notizia tutt'altro che positiva dal punto di vista ambientale. Non solo perché dimostra ulteriormente le conseguenze del riscaldamento dei mari, ma anche per le sue caratteristiche fisiche. "Si ciba di ogni cosa ci sia nel mare. Si aiuta con le sue chele, che gli permettono di divorare i pesci e anche i granchi della nostra costa", è l'allarme lanciato da Corrado Battisti, gestore dell'oasi di Ladispoli per conto della Città metropolitana di Roma Capitale, come riferito da 'Il Messaggero'.

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"Appena scoperto il primo, avevamo il sospetto che potessero venirne tanti altri, e infatti è andata proprio così. Tre ospiti li avevamo conservati con cura ma sono morti, forse non sopravvissuti all'acqua dolce. Dopo la siccità e i cinghiali ci mancavano i piccoli mostri dell'Atlantico", si è lamentato ancora Battisti. "Senza dubbio destano curiosità questi granchi, con quel blu elettrico e le punte rosse sulle chele. Bisogna ovviamente fare attenzione, anche se con la dovuta cautela si possono prendere. Portandoli via, si aiuterebbe l'ecosistema locale. Meno granchi alieni ci sono e meglio è per tutte le altre specie che vivono a Ladispoli", ha aggiunto la dottoressa Marzia Letizia.

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