Grande fuga dall’Inferno di Dante, un fantasy dentro la Commedia

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Grande fuga dall’Inferno di Dante, un fantasy dentro la Commedia
Grande fuga dall’Inferno di Dante, un fantasy dentro la Commedia

Milano, 16 nov. (askanews) – L’inferno di Dante come un grande carcere, da cui progettare, sotto la guida di Virgilio in persona, una clamorosa fuga. Il fantasy di Luca Tarenzi entra nel mondo della Divina Commedia e racconta, con il primo libro della trilogia “L’ora dei dannati”, edita da Giunti, il progetto di Pier delle Vigne e di altri leggendari personaggi dell’Inferno di fuggire dal regno dell’oltretomba. Ne abbiamo parlato con lo scrittore, a cui abbiamo chiesto se non avesse paura di affrontare nientemeno che il padre della letteratura italiana.

“Il timore che c’era – ha detto Luca Tarenzi ad askanews – me lo sono fatto passare pensando che innanzitutto io non stavo scrivendo un libro su Dante, e non stavo neanche scrivendo un libro che parlava della Divina Commedia. No, mi sono detto: Luca, tu ti siedi e scrivi un fantasy, con i mostri, con i diavoli, con i personaggi e gli antieroi, con i personaggi che scappano. A quel punto Dante è diventato la mia cesta dei giochi”.

Il risultato, nelle stesse intenzioni dell’autore, è un libro dichiaratamente di genere, che trasporta i personaggi del Sommo Poeta nel nostro tempo. “Ok, ci sono i personaggi della letteratura, di Dante – ha aggiunto – e io posso usarli dandogli una psicologia moderna, per far vedere il loro punto di vista e dare un’idea di come loro vivono la situazione in cui si trovano”.

Elemento fondamentale in questo senso, come ci hanno insegnato bene le serie tv, è la trasposizione contemporanea del linguaggio che viene parlato nel libro. E Filippo Argenti o il Conte Ugolino parlano come reali detenuti o, se volete, come i protagonisti di “Prison Break”.

“Dev’essere come suonava ai suoi contemporanei – ha concluso lo scrittore – ossia come noi suoniamo ai nostri. Stai traducendo il suo pensiero, non è un tradimento fare parlare un personaggio storico come se fosse una persona di oggi, perché quelli con cui parlava lo sentivano come una persona di oggi. Dal mio punto di vista sostanzialmente bisogna essere sul pezzo, bisogna avere il polso del linguaggio che la gente vuole che si usi in questo momento. Quindi se alla gente piacciono le serie tv e vuole sentirsi narrare le cose come se fosse una serie tv, tu scrittore devi guardare le serie tv”.

In fuga dagli Angeli caduti, pronti a inventarsi armi in ogni modo, disperati e quindi in fondo quasi già liberi, gli antieroi infernali di Luca Tarenzi in questo primo volume – “L’Abisso – ci arrivano addosso come treni impazziti. E ribaltando il percorso di redenzione dantesco ne sottolineano la componente umana. Anche se stiamo parlando di un romanzo fantasy pieno di mostri e demoni.