Grande Gatsby nero e Otello bianco: è la via giusta dell'antirazzismo?

Pierluigi Battista
·Giornalista, scrittore
·1 minuto per la lettura
(Photo: Marinaccio)
(Photo: Marinaccio)

Ma siete proprio sicuri? Davvero credete che con il correttismo cromatico che rivendica ogni anacronismo e ripudia qualsiasi appello alla verosimiglianza storica, si possa dare forza alla battaglia contro la discriminazione, il razzismo, l’esclusione? O non si rischia forse il contrario?

Per esempio, è ora annunciata negli Stati Uniti la trasposizione del “Grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald in una nuova serie tv, che stavolta obbligatoriamente, per raccontare una storia “più inclusiva”, viene ambientata nella comunità afro-americana di New York, rileggendo così le vicende di Gatsby, questo prescrive lo spirito del tempo, “attraverso le moderne lenti del genere, della razza e dell’orientamento sessuale”.

Ma ancora una volta: siete proprio sicuri che sia la cosa giusta?

Anche nella serie tv “Bridgerton” fa mostra di sé una Regina di colore, con un contorno di attori black nella parte di duchi e nobili vari impegnati nelle danze e nelle trame di una fastosa corte dei primi dell’Ottocento. Così come ha fatto un certo scalpore la scelta di un attore di colore nella parte di un ambasciatore svedese presso la corte settecentesca di Caterina di Russia. Come completamento delle riletture in chiave “inclusiva” si attende inoltre presso il Teatro San Carlo di Napoli di un Otello diventato bianco, con il nobile scopo di non associare a una figura di colore, com’era nell’opera di Shakespeare e poi di Verdi, a comportamenti riprovevoli nei confronti di Desdemona, vittima di femminicidio.

Siete proprio sicuri che questi aggiornamenti iper-corretti non sortiscano effetti contrari, confinando nel grottesco e nel ridicolo battaglie sacrosante contro ogni discriminazione? Davvero pensate di far la cosa giusta? Conoscete il dramma dell’effetto boomerang? Direi di no.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.