"Grande raccordo criminale", al vertice del gruppo c'era 'Diabolik'

Red/Cro/Bla

Roma, 28 nov. (askanews) - C'è anche Fabrizio Piscitelli, ai più noto come 'Diabolik', nell'indagine "Grande Raccordo Criminale" della Dda capitolina e del Gico della Gdf, che ha portato all'arresto di 51 persone tra Lazio, Calabria e Sicilia, tutti appartenenti a un gruppo criminale dedito al traffico di droga e che riforniva le piazze di spaccio della Capitale. Secondo gli inquirenti, l'ex capo ultras della Lazio, ucciso il 7 agosto scorso a Roma, e Fabrizio Fabietti, importante broker del narcotraffico capitolino, finito anche lui in manette, erano a capo dell'organizzazione criminale.

Dalle indagini è emersa anche l'esistenza di una "batteria di picchiatori", composta da soggetti appositamente incaricati dell'esecuzione di attività estorsive per il recupero dei crediti maturati con il traffico di droga, con l'uso della violenza e delle armi. All'interno del gruppo operava anche un tecnico informatico, titolare di una società con sede a Dubai (Emirati Arabi Uniti), attiva nel settore del controspionaggio industriale e delle telecomunicazioni, che eseguiva bonifiche sulle autovetture e nelle abitazioni degli associati, forniva sistemi di comunicazione criptati che convogliano i dati presso server ubicati negli Emirati, così da rendere il sistema ancora più impenetrabile agli investigatori.

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