"Grande raccordo criminale", al vertice del gruppo c'era... -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 28 nov. (askanews) - Il sodalizio criminale aveva costante e immediata disponibilità di rilevanti somme di denaro che permettevano di ottenere condizioni economiche favorevoli nel corso delle trattative promosse con i fornitori della droga. Potendo pagare con la formula "subito e cash", il prezzo ottenuto era sempre vantaggioso e il "giro" si allargava a dismisura, anche perché si garantiva la consegna "a domicilio".

Nell'ambito delle indagini, svolte nel periodo febbraio-novembre 2018, è stata ricostruita la compravendita di circa 250 kg di cocaina e 4.250 kg di hashish, per un valore complessivo stimato "al dettaglio" di circa 120 milioni di euro.

L'attività repressiva nel contempo condotta ha consentito di evitare che parte dello stupefacente (oltre 60 kg di cocaina e circa 3.800 kg di hashish) venisse immessa sul mercato. In occasione dei sequestri operati sono state arrestate, in flagranza di reato, 18 persone tra corrieri e fiancheggiatori. L'associazione poteva contare su un flusso costante di droga proveniente dal Sud America (cocaina da Colombia e Brasile) e dal Nord Africa (hashish dal Marocco), garantito dai fornitori abituali.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.