'Grande raccordo criminale', gip: gruppo armato e spregiudicato

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Roma, 28 nov. (askanews) - La mattina del 6 maggio scorso Fabrizio Piscitelli rilascia ad una agenzia di stampa una dichiarazione rispetto all'ordigno esplosivo deflagrato davanti alla sede del gruppo ultras laziale degli Irriducibili, in via Amulio. "Se vogliono tornare al terrorismo degli anni '70, a quel clima - ricorda il giudice - noi siamo pronti. Anzi io non vedo l'ora". Il gip Angela Gerardi del tribunale capitolino poi aggiunge: "Benchè il contesto in cui Piscitelli si dichiarava pronto alla violenza era evidentemente a sfondo ideologico (ricollegandolo egli stesso allo striscione 'Onore a Mussolini' esposto a Milano il 25 aprile), tuttavia il segnale rivolto indiscriminatamente al contesto malavitoso non poteva che essere colto nel senso che il gruppo era armato e disposto pubblicamente (quindi con una certa spregiudicatezza) a raccogliere ogni sfida sul piano della violenza".

Secondo l'ordinanza del gip Gerardi eseguita oggi, tra il 10 e il 16 agosto 2018, Piscitelli andò a casa di Fabrizio Fabietti a rappresentare le difficoltà incontrate nella predisposizione dei documenti di identità falsi e poi ad aggiornarlo sulla latitanza di Fabio Panichelli: "Adesso lo hanno messo a casa di un altro, mo' a Fabio lo hanno spostato da là...". Il 14 settembre 2018, gli investigatori della Finanza hanno registrato una conversazione dalla quale è emerso che il complice era riuscito ad espatriare er era in attesa di ripartire per il Marocco. In quello stesso giorno, Piscitelli va a casa di Fabietti per invitarlo a mantenere personalmente i contatti con Panichelli al posto di Ridolfi ("fatti sentì te... dammi retta... io voglio che ci parli te 'Fabietti' con Fabio... Mò ce parlo io') a dimostrazione - secondo il gip - della riferibilità dell'operazione all'intero gruppo.

Nel racconto del giudice i due si confrontano sulla modalità di suddivisione dell'ingete fornitura di hashish chje erano in procinto di importare, pari a 2500 kg, di cui 1400/1550 kg sarebbero stati gestiti direttamente da loro con suddivisione in tre quote uguali da circa 500 kg ciascuno e la patrte restante dagli altri partecipanti. Così Piscitelli: "...fino aesso siamo 7 stecche... voglio capire chi siamo... io, Danilo, sandro, i gemelli siamo 5, gli altri due chi sono? Uno dovrebbe essere quello che mette i soldi della barca e l'altro? Vediamoci un attimo perchè qui tutte stecche...".

Per il giudice Gerardi, questa conversazione, con espliciti riferimenti ai partecipanti all'operazione, ai quantitativi oggetto dell'importazione, al ricorso ad una barca per l'ingresso in Europa, agli investimenti di denaro effettuati dimosra come l'operazione sia andata oltre gli atti meramente preparatori e che solo la recuperata libertà da parte di fabietti ha impedito di seguire la fase finale del perfezionamento dell'accordo e della consegna dello stupefacente. Per chi indaga, il 18 setembre 2018, il gruppo aveva la disponibilità di 407 kg di hashish che veniva sequestrato dal Gico, provocando una certa agitazione tra gli indagati, d'accordo nel ritenere necessario avvisare dell'accaduto Panichelli.