Grasso ricorda Rita Atria: coltivava la speranza

Pol/Bar

Roma, 26 lug. (askanews) - "Rita Atria, giovanissima testimone di giustizia, morì suicida a soli diciassette anni, il 26 luglio del 1992, una settimana dopo la strage di via D'Amelio. Non resse al dolore per la perdita di Paolo Borsellino, il magistrato a cui aveva affidato le sue testimonianze e l'uomo che con sostegno paterno la incoraggiava ad andare avanti". Lo ha scritto il senatore Pietro Grasso (LeU) in un post su Facebook.

"Rita - ha ricordato l'ex procuratore antimafia - aveva perso il padre e il fratello, affiliati a Cosa nostra; denunciando quanto sapeva aveva subìto il ripudio della madre, che anche da morta la ripudiò, profanando la sua tomba e facendo a pezzi, con un martello, la sua foto. Eppure Rita coltivava la speranza di un cambiamento. In quella speranza noi dobbiamo continuare a credere, anche in suo nome", ha concluso Grasso.