Gratteri: una politica debole è un vantaggio per mafie

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Roma, 21 dic. (askanews) - "Negli ultimi 20 anni la politica si è indebolita tantissimo, e questo indebolimento ha avvantaggiato le mafie, la 'ndrangheta, perché ha occupato gli spazi dal punto di vista dell' interlocuzione sociale lasciati dalla politica. Mediamente un politico è presente sul territorio sei, sette mesi prima delle elezioni, poi magari il giorno dopo che si vota magari cambia pure numero di telefono. Mentre il capomafia è presente sul territorio 365 giorni l'anno, dà risposte sbagliate, truccate e drogate di sottosviluppo, dipendenza e schiavismo, ma dà risposte in aree dove la disoccupazione tocca anche il 50%. È la disperazione che porta a rivolgersi alla 'ndrangheta". Così a "L'Intervista di Maria Latella" su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

La politica - ha continuato il magistrato - "è fortemente inquinata ed il problema non è solo meridionale ma riguarda tutta l'Italia oltre al fatto che per il riciclaggio ed il traffico di droga la 'ndrangheta l'unica mafia presente in tutti i continenti. La scelta, la strategia della 'ndrangheta di scegliere di fare accordi con le istituzioni risale al 1970, quando la 'ndrangheta creò la nuova dote della "santa" che consente la doppia affiliazione alla 'ndrangheta ed alla massoneria deviata. Questo è stato il grande salto di qualità che le ha consentito nelle logge massoniche deviate, di avere rapporti con uomini delle istituzioni, con quadri della Pubblica amministrazione. Mentre magistrati, forze dell'ordine giornalisti, storici, professori universitari e la politica continuavano a raccontare una mafia stracciona, di pastori, di sequestratori di persone, nella realtà aveva rapporti con la Pubblica amministrazione".