Gravi illeciti professionali, Anac: Codice Appalti va modificato

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Milano, 5 set. (askanews) - La norma del Codice appalti che esclude gli operatori economici dalle gare di appalto per "gravi illeciti professionali" va modificata. E' quanto chiede l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che, in una nota, spiega di aver inviato un atto di segnalazione a governo e Parlamento al riguardo. Occasione privilegiata è la revisione del nuovo Codice degli appalti da parte del Consiglio di Stato e del governo, in corso dopo l'approvazione lo scorso 14 giugno della legge delega da parte del Parlamento. Entro fine ottobre il testo dovrà essere predisposto.

Nel documento, l'Autorità presieduta da Giuseppe Busia evidenzia le criticità della disciplina vigente e suggerisce possibili interventi. Secondo l'Anac, infatti, "la legge attuale ha generato un notevole contenzioso proprio a causa dell'indeterminatezza dei casi che portano all'esclusione dalle gare e dell'elevata discrezionalità attribuita alle stazioni appaltanti nelle valutazioni di competenza". Dunque, dopo aver raccolto attraverso una consultazione pubblica, le valutazioni di 21 stakeholder (stazioni appaltanti, associazioni di categoria, associazioni di organismi di attestazione, enti di studio e professionisti), ha individuato i punti da modificare". Innanzitutto serve una "indicazione chiara ed esaustiva delle fattispecie rientranti nella categoria dei gravi illeciti professionali, circoscrivendo adeguatamente l'ambito di applicazione della norma". Altra criticità evidenziata riguarda la rilevanza delle violazioni non definitivamente accertate. Gli operatori del settore la contestano ma secondo Anac non può essere messa in dubbio visto che anche la normativa comunitaria obbliga le stazioni appaltanti a tenerne conto come causa di esclusione dalla gara. "Tuttavia, è palese - scrive l'Autorità- che tali circostanze sono meno gravi e rilevanti rispetto alle condotte definitivamente accertate e quindi per ragioni di equità dovrebbero dar luogo a conseguenze diverse". Sarebbe auspicabile che la norma chiarisca la rilevanza delle violazioni non definitive e introduca la possibilità di graduare in maniera proporzionale sia le conseguenze di tali comportamenti che l'obbligo della stazione appaltante di motivare le proprie scelte.

Secondo Anac, infine, il legislatore "dovrebbe poi chiarire che valgono come motivo di esclusione anche determinati comportamenti (tentativi di influenzare le decisioni della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate, oppure omissione o falsificazione delle informazioni dovute) che l'operatore economico ha messo in atto in precedenti procedure di gara".