Grecia al voto per le legislative. Samaras: Da domani nuova era

Atene (Grecia), 17 giu. (LaPresse/AP) - La Grecia torna al voto in una delle elezioni più attese a livello mondiale, con i cittadini chiamati a scegliere tra "il rispetto degli impegni", come ha detto ieri il cancelliere tedesco Angela Merkel, o la rinegoziazione dei termini del prestito di salvataggio che ha comportato l'imposizione di severe misure d'austerità. I seggi per le legislative si sono aperti alle 7 ora locale (le 6 in Italia) e si chiuderanno alle 19 (le 18 in Italia). I risultati ufficiali sono attesi poche ore dopo.

I quasi 10 milioni di aventi diritto sono chiamati nuovamente alle urne dopo il fallimento del voto del 6 maggio. In quell'occasione nessun partito riuscì infatti a ottenere una maggioranza tale da formare un governo. Gli ultimi sondaggi pubblicati due settimane prima del voto, come prevede la legge, mostrano un testa a testa tra il partito della sinistra radicale Syriza di Alexis Tsipras e i conservatori di Nuova Democrazia guidati da Antonis Samaras. È probabile che nessun gruppo riesca tuttavia a ottenere voti sufficienti per formare da solo un governo, rendendo anche questa volta necessaria la formazione di una coalizione per evitare l'ennesima elezione.

Tsipras, 37 anni, promette di annullare gli attuali accordi di salvataggio siglati con Fondo monetario internazionale e Unione europea e di abrogare le misure di austerità, tra cui tagli alla spesa in tutti i settori, dalla sanità all'istruzione fino alle infrastrutture, passando per riduzioni di stipendi e pensioni. Misure che accompagnano il Paese attraverso il quinto anno di recessione, con una disoccupazione sopra il 22% e decine di migliaia di aziende che stanno chiudendo.

"Oggi il popolo greco si esprimerà. Domani comincerà una nuova era per la Grecia", ha commentato Samaras dopo aver votato a Kalamata, piccola cittadina nel sud. Secondo il leader di Nuova democrazia il Paese è chiamato a scegliere tra l'euro o la dracma, tra l'Unione europea o l'isolamento. "Non vi è alcun dilemma sull'euro e questo è solo l'ultimo disperato trucco di Samaras", ribatte Tsipras. Per Syriza l'abrogazione dei termini dei prestiti non comporterà infatti necessariamente l'uscita dall'euro, a cui si oppone l'80% dei cittadini greci.

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