Grecia, “messaggio chiaro” ad Ankara: 18 nuovi Rafale da Parigi

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 26 gen. (askanews) - Al termine di una trattativa lampo, durata appena quattro mesi, la Francia ha firmato ieri un contratto per la vendita di 18 aerei Rafale alla Grecia. L'accordo, che è stato sottoscritto ad Atene alla presenza di una delegazione francese guidata dalla ministra delle Forze Armate Florence Parly e del suo alter ego greco Nikólaos Panagiotópoulos, rafforza le intense relazioni politiche tra i due Paese, consolida la loro cooperazione anche nel settore della Difesa, e invia un messaggio chiaro alla Turchia. Le tensioni della Grecia con Ankara sono infatti al massimo livello da quando i turchi hanno condotto campagne di esplorazione del gas nel Mediterraneo orientale, nelle acque contese da Atene e Cipro, nonostante la ripresa del dialogo dei giorni scorsi. E la scorsa estate, la Francia si era già scherata con gli amici ellenici, schierando sul posto due Rafale e due navi da guerra.

L'accordo firmato ieri, in realtà, "copre tre contratti", ha spiegato la ministra francese, ricevuta anche dal capo del governo greco, Kyriákos Mitsotákis. Il primo - siglato da Éric Trappier per Dassault Aviation - riguarda appunto la consegna di 12 Rafale aggiornati al loro più recente standard (F3R), prelevati dalla flotta delle forze francesi, e di 6 nuovi aerei da combattimento. Il secondo fa riferimento invece all'armamento dei velivoli, in questo caso i missili da crociera Scalp, i missili anti-nave AM39 Exocet e anti-aerei Mica, oltre ai missili aria-aria a lungo raggio Meteor. Ed è stato firmato da Éric Béranger, Ceo della società missilistica europea MBDA. Il terzo contratto, invece, concerne servizi e addestramento, compreso un simulatore di volo, forniti da Dassault Aviation e dall'aeronautica militare francese. "Questo è un grande successo per la Rafale", ha esultato Florence Parly. Questa acquisizione "invia un messaggio chiaro in diverse direzioni", ha sottolineato da parte sua, Nikos Panagiotopoulos, con una velata allusione ad Ankara.

Il premier greco Mitsotakis ha spiegato che l'acquisto dei Rafale si inserisce in una strategia di sicurezza nazionale che rappresenta anche uno dei pilastri fondamentali della politica estera ellenica. Il capo del governo di Atene ha parlato di "un segno dell'esigenza di cooperazione diretta e ravvicinata a livello europeo nel Mediterraneo, o nel nostro 'Mare nostrum', come il presidente francese Emmanuel Macron è solito chiamarlo, dal momento che si tratta del luogo dove gli interessi vitali di tutti i Paesi dell'Ue si intrecciano".

Di certo c'è che con il Rafale Atene acquisirà un velivolo multimissione "testato in combattimento", nei teatri delle operazioni straniere, in particolare in Mali, nella fascia sahel-sahariana, in Libia e in Oriente. E per soddisfare l'urgente necessità della Grecia e garantire la sua supremazia aerea nel Mar Egeo, la Francia si è impegnata a consegnare 6 dei 12 Rafale prelevati dalla sua flotta già quest'estate. "Tra il 2021 e il 2023, tutti gli aerei saranno consegnati: dopo i primi sei di questa estate, seguiranno sei nuovi aerei, poi gli ultimi sei, ancora prelevati dalla flotta francese", ha spiegato Éric Trappier.

In totale, la Grecia prevede di investire 5,5 miliardi di euro nella sua difesa per l'anno 2021. Atene, che in passato ha già fatto affari con la francese Dassault, ha infatti in programma di ordinare fregate, elicotteri e droni, e di modernizzare la sua flotta di caccia americani F16. Quanto alle fregate, tra l'altro, Parly ha spiegato che la Francia è pronta a vendere alcune di queste nuove navi ad Atene e starebbe perfino valutando l'ipotesi di costruirne direttamente nel paese ellenico.

"La Grecia è (...) un partner privilegiato della Francia, accanto alla quale Dassault Aviation è stata stabilmente presente per più di quarantacinque anni. La continuità della nostra presenza in Grecia, anche nei momenti più difficili, è la prova della qualità di questo rapporto. Questo è il motivo per cui sono orgoglioso e felice di aver firmato questo contratto, che simboleggia la continuazione dell'impegno assunto da Dassault Aviation dal 1974 con la Grecia. Ringrazio le autorità greche che hanno rinnovato la loro fiducia in noi. Assicuro loro la nostra totale mobilitazione per raggiungere gli obiettivi prefissati", ha commentato ancora Trappier.

In generale, la firma di questi contratti è una buona notizia per l'industria francese degli armamenti. E, in particolare, per il team Rafale composto da Dassault Aviation, Thales e Safran, oltre che per le 400 Pmi e i 7.000 dipendenti che lavorano al programma Rafale. Con il contratto greco, il caccia francese supera il traguardo delle 100 unità vendute a livello internazionale (114) a quattro diversi clienti: Egitto (24), Qatar (36), India (36) e Grecia (18).

"Questo contratto ci consente di mantenere la linea di produzione a Mérignac sopra un aereo al mese", ha sottolineato ancora il Ceo di Dassault Aviation. Questo contratto consente anche di "tappare" parzialmente il buco previsto nel 2025, una volta che tutti i Rafale venduti a livello internazionale saranno stati consegnati entro il 2024. "Ci auguriamo che la Francia effettui un ulteriore ordine di 12 Rafale per sostituire, nell'ambito delle sue forze armate, il 12 Rafale presi a beneficio della Grecia", ha insistito Trappier. Un invito che, quasi certamente, sarà raccolto da Parigi. "Ordineremo altri 12 Rafale abbastanza rapidamente", ha chiarito Parly.

E buone notizie nel 2021 potrebbero arrivare per Dassault Aviation anche dall'export. La Svizzera e la Finlandia quest'anno devono scegliere il loro futuro aereo da caccia e il Rafale è pienamente in lizza. Al di fuori dell'Europa, invece, Parly spera in accordi con l'Indonesia, che costituirebbe un nuovo cliente per Dassault. In India, poi, dove le esigenze sono molto importanti, il gruppo sta lavorando per ottenere un nuovo contratto. Allo stesso modo, negli Emirati Arabi Uniti - che hanno appena ordinato l'F35 americano - il Rafale è ben posizionato per succedere al Mirage 2000-9 in servizio in questo paese abituato ad acquistare velivoli francesi e statunitensi. (articolo di Corrado Accaputo)