Green Hill, molti beagle rigettati dalle famiglie di adozione

(KIKA) - MILANO - Dopo aver registrato il pieno di richieste di affido, continua a pieno ritmo l'operazione Sos Green Hill. "Ad oggi, decimo giorno di operazioni di affidamento sono 2115 i cani che hanno trovato una nuova vita. A seguito degli accertamenti svolti dal corpo Forestale dello Stato e dai loro ausiliari, le operazioni continueranno con una nuova cadenza per l'affidamento degli ultimi 59 nuclei familiari", hanno dichiarato in una nota congiunta i custodi giudiziari di Legambiente e Lav. Il canile di proprieta' della multinazionale Marshall, che alleva quattrozampe destinati alla sperimentazione, era stato sequestrato dalla procura di Brescia il 18 luglio scorso per presunti maltrattamenti. Intanto venticinque cuccioli di beagle sono stati preparati allo svezzamento nel canile milanese di Via Aquila, per poi essere consegnati alle famiglie adottive

Inferno andata e ritorno per molti cuccioli di beagle che, sopravvissuti all’orrore di Green Hill, l’azienda di Montichiari che li allevava a fini di vivisezione, hanno finito per subire ben altri disagi: abbandoni in autostrada, come nella più classica delle casistiche del periodo, o restituzioni improvvise, non sempre dalle motivazioni nobili.

Dopo il successo della campagna Sos Green Hill, secondo quanto riporta "Bresciaoggi", sono molti i padroni di nuovo corso che hanno fatto revisionismo, adducendo giustificazioni poco nobili: “ho impegni e non posso prendermi cura del cane”, ma anche “l’animale è insopportabile, tenetevelo”. I beagle di Green Hill sono un simbolo, al contempo, di lotta e sofferenza ma usciti dalle gabbie sono pur sempre animali: passato l’entusiasmo, molti hanno capito che le responsabilità non erano di poco conto. Quindi il dietrofront, che condanna i cuccioli a un nuovo destino incerto.

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L’affidamento degli animali, partito a fine luglio, ha alla base un iter in base al quale la Procura della Repubblica di Brescia ha dato alle associazioni denuncianti LAV e Legambiente la custodia giudiziaria dei cani. Il Corpo Forestale dello Stato era stato incaricato della redazione dei verbali di affidamento con i microchip dei singoli animali che sarebbero stati consegnati. Sui siti e nelle sedi nazionali delle Associazioni e dei Comitati che hanno sposato il progetto, da fine luglio, era quindi possibile candidarsi ufficialmente candidarsi.

Inoltre, l’affido è temporaneo fino a disposizioni altre della magistratura. E pensare che la Lav aveva anche chiaramente detto che, da cani nati e vissuti in cattività, era logico aspettarsi potenziali problemi comportamentali o fisici. Il rischio insomma, preventivato, era che ci fossero rientri. L’adozione, o affido che dir si voglia, insomma era “gratuita e responsabile”. Ma a molti piace vincere facile il beagle gratuito, meno prendersi le responsabilità.


Yahoo! Notizie - Video: Betta, uno dei beagle di Green Hill

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