Green pass Camera, deputato leghista: "Controlli? Ricorro a Consulta"

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"Il green pass obbligatorio per entrare alla Camera? Non penso cambi molto, per me comunque va bene mostrare il mio certificato una volta, ma dal giorno dopo mi aspetto che mi facciano entrare, ci vedono alla Camera tutti i giorni...". Giuseppe Basini, deputato leghista, commenta così all'Adnkronos le nuove norme di ingresso a Montecitorio, inviate agli eletti dai questori. "Vederlo va bene, ma stare lì a perdere tempo con lo strumento che controlla ogni giorno la validità del green pass non ha senso volerlo verificarlo ogni giorno sarebbe una follia, una gran perdita di tempo".

L'ex senatore di An spiega come si comporterà: "Lunedì, il primo girono delle nuove regole lo controllassero pure il mio green pass, poi dal giorno dopo entro alla Camera e se mi fermano per il controllo sarò costretto a fare causa davanti alla Corte Costituzionale", avverte. "Io - assicura - entro in Aula. Spero che funzioni così, altrimenti si lede un diritto-dovere dei deputati"

L'ingegnere leghista, lo scorso aprile, era finito al centro delle polemiche, perché accusato di essere entrato alla Camera con una temperatura corporea rilevata di 37,7, forzando il 'blocco' del presidio medico di Montecitorio. Lui si era difeso, spiegando di essere solo vittima di un colpo di sole ("ho fatto giardinaggio"). Poi in Aula aveva preso la parola senza indossare la mascherina, richiamato dalla presidente Maria Edera Spadoni. Oggi torna anche su quella vicenda: "Non era vero nulla, nessuno mi aveva contestato la febbre alta".

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