Green pass, Cuperlo: "Noi triestini siamo tolleranti ma ora basta"

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"Trieste è una città più disponibile alla beffa che non al danno", è adesso che il 'danno' è arrivato "è il momento di dire basta". Gianni Cuperlo, triestino ed esponente del Pd, parla così all'Adnkronos di quanto sta accadendo nella città giuliana che da 'capitale no green pass' sta diventando un focolaio Covid. "Trieste ha un grandissimo grado di tolleranza, però a un certo punto giunge la soglia oltre la quale di determina una reazione e una risposta".

E la reazione, racconta Cuperlo, è anche un appello web -sottoscritto dall'ex deputato dem- partito spontaneamente e che ha superato le 35mila firme in poche ore in cui si dice che Trieste è altro, è la capitale della ricerca e che la protesta di una minoranza non può diventare un danno per la collettività. "Lo hanno promosso Mitja Gialuz, un giovane docente diritto costituzionale ordinario a Genova ma triestino di nascita e presidente della Barcolana, la più frequentata regata al mondo, e l’avvocata Tiziana Benussi che presiede la Fondazione della Cassa di Risparmio locale".

"Fintanto che c'era un gruppo di persone che in modo pacifico -anche se con qualche eccesso- protestava, l'atteggiamento della città è stato quello di chi tutto sommato, anche se non comprendeva, sopportava. Ma quando una protesta del tutto priva di argomenti logici, si traduce in danno economico e soprattutto sanitario che si riverbera sulla salute della collettività, a quel punto la tolleranza della città si trasforma in capacità di risposta che nel giro di poche ore mobilita migliaia di persone nel dire 'adesso basta'".

"C'è un focolaio e c'è preoccupazione. La percentuale di vaccinati a Trieste è più bassa della media nazionale -sottolinea Cuperlo- e occorre capacità di istituzioni sanitarie e politiche, un lavoro congiunto che favorisca il raggiungimento della percentuale di vaccinati in Italia che ormai si sta spingendo verso il 90 per cento. In questo senso, le parole del presidente Fedriga sono state molto chiare".

"Va bene la tolleranza ma non al punto di fare male a noi stessi. Il prefetto ha vietato le manifestazioni in piazza fino al 31 dicembre e nel mentre assistiamo a elementi quasi di folclore come l'ex-leader della protesta che viene a Roma e minaccia di restarci finchè non sarà ricevuto dal Papa e non so da chi... Però questo fa parte della fantasia al potere".

"Trieste è altro, è la culla della ricerca scientifica con la più alta concentrazione di ricercatori a livello italiano ed europeo. Un paradossale contrasto: la città della scienza e del movimento del no vax. Chi si è preso la briga di sbarcare a Trieste da fuori consultando Google Maps per sapere dove si trova l'ingresso del porto, non ha fatto i conti con l'orgoglio della città per la sua storia e chi ha pensato di cavalcare il disagio non pensato che questa è una città legata alla sua indipendenza ed autonomia".

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