Green Pass europeo, al via domani 1 luglio

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Da domani 1 luglio sarà attivo il Green Pass europeo che renderà più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell'Unione europea e dell’area Schengen. Viene rilasciato a chi è stato vaccinato contro il Covid o ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare/antigenico o è guarito dal Covid. Il Green Pass contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità.

La certificazione, in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del ministero della Salute, potrà essere richiesta per partecipare a eventi pubblici, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in zona rossa o zona arancione.

Sotto i riflettori la decisione della Germania di vietare l'ingresso di persone provenienti dal Portogallo, considerato un Paese in cui la variante Delta del coronavirus Sars-CoV-2 è dominante. Una decisione che "non sembra essere in linea" con le raccomandazioni del Consiglio sulle restrizioni di viaggio nell'Ue, ha detto ieri il portavoce della Commissione Europea per la Giustizia Christian Wigand, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Lunedì, ha aggiunto Wigand, i commissari Didier Reynders, Thierry Breton e Stella Kyriakides "hanno mandato una lettera ai 27 Stati membri, chiedendo un'attuazione puntuale e coerente della raccomandazione sulle restrizioni alla libertà di movimento nell'Ue" e sul Green Pass. I commissari nella missiva "incoraggiano con forza" gli Stati membri ad "applicare la raccomandazione il prima possibile. In particolare, devono assicurare le esenzioni per le persone pienamente vaccinate e per quelle guarite, per favorire i ricongiungimenti familiari. Questo dovrebbe essere fatto entro il primo luglio", quando entrerà in vigore il regolamento sul Green Pass. "Dobbiamo naturalmente - ha continuato Wigand - rimanere vigili sulla variante Delta e non dimenticare che il coordinamento" tra gli Stati membri è "essenziale". La Commissione ha esortato gli Stati a procedere con la messa in atto tecnica del Green Pass, in modo che sia operativo dal primo luglio.

Intanto è allarme sicurezza, perché il QR Code potrebbe diventare il nuovo vettore di attacco preferenziale per i cybercriminali. A sottolinearlo è stata l’analisi sull’evoluzione degli attacchi phishing realizzata da Innovery, multinazionale italiana nel mercato Ict specializzata nel comparto cybersecurity. Il 2020 è stato un anno di grandi emergenze per il settore cybersecurity, con un incremento del 40% di attacchi informatici alle imprese rispetto al 2019 - secondo i dati dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano - complice la diffusione del remote working.

In questo contesto il vettore privilegiato per i cyber criminali è stata la mail, il cosiddetto phishing, che ha riguardato circa l’80% dei tentativi di intromissioni. Nel 2021 i cybercriminali potrebbero privilegiare un nuovo canale, ossia il QR Code. I codici QR stanno avendo una diffusione capillare, specialmente a seguito della pandemia. Secondo un sondaggio recente di MobileIron, l'86% degli intervistati ha scansionato un codice QR nel corso del 2020 e oltre la metà (54%) ha riferito un aumento nell'uso di tali codici dall'inizio della pandemia.

"L’aumento dell’utilizzo di dispositivi mobile per svolgere molte delle nostre attività quotidiane ci espone a nuovi rischi, e la scarsa consapevolezza sulle possibili minacce che la scansione di un QR Code può veicolare è una preoccupazione sempre più impellente" spiega Massimo Grandesso, Cybersecurity Manager di Innovery.

"I QR code inviati via email riescono ad eludere i normali sistemi di antiphishing: il Qishing, così si chiama questa tecnica, funziona esattamente come cliccare su un link, solo che il link non è visibile in quanto codificato nel QR code, e si dovrebbero utilizzare le stesse cautele che si usano per i link" sottolinea ancora Grandesso.

Oggi i QR Code vengono impiegati nei contesti più vari: in bar e ristoranti per i menu, limitando i contatti fisici, per l’accesso a eventi e luoghi pubblici, per la prenotazione di visite mediche, per ritirare prescrizioni, per la fatturazione elettronica, per sostituire i biglietti cartacei e non ultimo lo stesso Green Pass, sui cui persino il Garante della Privacy si è espresso recentemente esortando i cittadini alla massima prudenza e a evitare di esibire pubblicamente il codice del Green Pass.

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