Green pass, i medici si rifiutano di firmare il certificato: la situazione

Primo Piano
·2 minuto per la lettura

I medici di famiglia sono pronti a dare battaglia se dovesse toccare loro anche il rilascio del certificato verde, il cosiddetto "green pass", che permetterà gli spostamenti degli italiani.

Prevista dall'ultimo decreto entrato in vigore il 26 aprile, la certificazione consentirebbe gli spostamenti ai vaccinati, ai guariti dal Covid e a chi ha effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti al movimento. La protesta dei medici, seppur ancora pacifica, si estende sul tutto il territorio italiano.

I primi a mostrarsi contrariati sono i medici di Pistoia, che attraverso il presidente dell'Ordine Beppino Montalti, sentito da "Il Tirreno", hanno ribadito: "Se anche questa attività dovesse toccare a noi, verrebbe fuori un problema di competenza. C’è il rischio di trasformarci in impiegati, quando prima di tutto siamo medici". Massimo Niccolai, direttivo provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale, ha sottolineato: "Per inoculare il vaccino ci vuole un minuto, più 15 minuti di attesa per il paziente. Ogni operazione sul Sispc richiede almeno cinque minuti, che sommati a fine giornata diventano ore. E queste operazioni sono da fare tra una visita e l’altra, tra un vaccino e l’altro. Dovessimo occuparci anche del green pass, smetteremmo di fare i medici".

Green Pass, come ottenerlo

Per ottenere la certificazione che dà il lasciapassare ai cittadini in zona arancione o rossa bisogna far parte di tre categorie. La prima è quella che ha completato il ciclo vaccinale, in prima e seconda dose, che può richiedere il pass alla struttura presso la quale ha ricevuto l'inoculazione del siero. Chi è stato vaccinato prima dell'introduzione del certificato può fare richiesta alla struttura sanitaria, alla Regione o alla Provincia.

La seconda categoria comprende tutti gli individui che hanno avuto il Covid e ne sono guariti. In questo caso a rilasciare il pass è la struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, nel caso in cui non fosse stato necessario l'intervento ospedaliero, dai medici di medicina generale. In questi casi, vaccinati e guariti, il pass ha validità di sei mesi.

Dell'ultima categoria fanno parte invece tutti gli individui che si sono sottoposti a tampone negativo (molecolare o rapido). In questo caso, fatto il tampone, la richiesta del pass può essere inoltrata alla stessa struttura che ha effettuato il test. La validità è di 48 ore.