Green pass, introduzione a tappe: quali sono le date

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green pass ristoranti treni
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L’introduzione del green pass obbligatorio, stabilito dal governo Draghi a partire dal 6 agosto 2021 continua a far discutere e divide l’opinione pubblica. Tra i lavoratori non mancano le polemiche. Ci sono ristoratori favorevoli all’ingresso nel locale solo di chi è vaccinato contro il Covid, per tutelare la salute dei dipendenti e dei propri clienti. Al contrario, molti colleghi ribadiscono che non possono trasformarsi in “controllori” e assicurano di non verificare l’eventuale presenza del green pass tra i clienti. Il certificato verde alimenta le polemiche anche tra i politici. Il green pass verrà introdotto a tappe: è obbligatorio per i ristoranti al chiuso e intanto il premir Draghi prosegue gli incontri in vista del nuovo decreto, che conterrà la data in cui la certificazione verde diverrà indispensabile per salire su aerei, navi e treni a lunga percorrenza. Tuttavia, nessuna decisione è ancora ufficiale: il giorno chiave potrebbe essere il 30 agosto.

Green pass obbligatorio per ristoranti, treni e navi ma non per la scuola: introduzione a tappe

L’obiettivo del premier Draghi, insieme ai rappresentanti dei partiti e ai vertici del Comitato tecnico-scientifico, è tracciare una road map che dal 6 agosto fissi le date di entrata in vigore del green pass per i tre settori ancora in sospeso: trasporti, aziende e scuola. L’introduzione del certificato verde procederà all’insegna alla gradualità, basandosi sui dati scientifici. Il governo vuole garantire la ripresa delle attività e della scuola in piena sicurezza, tutelando così la salute di lavoratori e studenti.

Il governo studia una norma che introduca il green pass obbligatorio per i lavoratori delle attività dove l’obbligo del certificato è già richiesto ai clienti. Si tratta di alberghi e ristoranti, ma si valuta di includere anche circoli sportivi e palestre.

Il green pass obbligatorio al momento non è richiesto per studenti, insegnanti e lavoratori della scuola. Intanto il premier Draghi ha convocato a Palazzo Chigi i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per discutere le eventuali misure rispetto all’obbligo vaccinale nelle aziende. I sindacati confederali non mettono veti e non dicono “no” al green pass, purché il governo non imponga sanzioni per chi decide di non vaccinarsi. Luigi Sbarra ha confermato la disponibilità al confronto tra associazioni datoriali e governo al fine di “migliorare e rafforzare” gli accordi sottoscritti “per contrastare il Covid e sostenere la campagna di vaccinazione nei luoghi di lavoro”. Sul posto di lavoro resta fondamentale il rispetto delle regole base (indossare la mascherina e mantenere il distanziamento) ed è importante anche aprire nuovi hub vaccinali.

Green pass obbligatorio per ristoranti, treni e navi ma non a scuola

Sulla base dei dati diffusi dal generale Figliuolo, il livello di vaccinazione raggiunto in Italia è “generalmente elevato” anche tra gli insegnanti. L’obiettivo del generale è arrivare al primo settembre con l’80% di prime dosi effettuate e, alla fine dello stesso mese, raggiungere la stessa percentuale con le seconde dosi. Tra gli obiettivi di Figliuolo, c’è anche quello di immunizzare entro 28 settembre almeno l’80% degli studenti tra i 12 e i 19 anni.

Su 400mila insegnanti, i non vaccinati sarebbero 219mila. Per il momento quindi niente green pass obbligatorio per insegnanti, studenti e lavoratori della scuola, eccetto nel caso in cui la curva del Covid-19 non subisca una brusca risalita, costringendo il governo a rivedere i piani.

Green pass obbligatorio per ristoranti, treni e navi: il dibattito politico

Il premier Mario Draghi ha dichiarato: “L’estate è già serena per gli italiani è già serena e vogliamo che rimanga tale. Con il green pass gli italiani possono contare a esercitare le proprie attività e divertirsi con la garanzia di trovarsi con persone che non sono contagiose. È una misura che dà serenità, non la toglie. Poi invita gli italiani a vaccinarsi per “proteggere sé stessi e le loro famiglie”. Quindi ha aggiunto: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”.

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, il vaccino “deve essere una libera scelta per tutti, soprattutto per i ragazzi”. di parere diametralmente opposto è il segretario dem Enrico Letta, per il quale la decisione del governo è un “appello importante ed efficace” e Paolo Gentiloni aggiunge: “L’Europa vuole tornare a vivere nella libertà e a crescere con sostenibilità. La minoranza rumorosa che cavalca i no vax e contesta la scienza non ha futuro”.

A commentare l’introduzione del green pass obbligatorio è anche il generale Figliuolo, che dichiara: “Non facciamoci prendere dalle polemiche sul green pass. Continuiamo a vaccinarci: è per il nostro bene, per il bene delle persone fragili e della comunità. Per il benessere del bambino è importante la scuola in presenza. Per far ciò bisogna portare a vaccinare gli insegnanti, il personale docente e non, ma anche i genitori devono portare i propri figli dai 12 anni in su a vaccinarsi. È importante perché così blocchiamo la pandemia”.

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