Green Pass Italia, le ipotesi sul tavolo

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Green pass, si valuta l'estensione della validità a 12 mesi. Per ora la durata del certificato verde è di 9 mesi, ma il Comitato tecnico scientifico dovrebbe riunirsi domani per discutere di un allungamento dei tempi come richiesto dal ministero della Salute. Al vaglio dovrebbe esserci anche la possibilità di uniformarlo per tutti, anche per i guariti.

Intanto già oggi è atteso l'incontro con le Regioni sul tema dei trasporti e il potenziamento delle misure anti-Covid. "La questione dei trasporti - dice il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini - non riguarda solo la riapertura delle scuole, ma anche il ritorno alle attività lavorative: da mesi stiamo lavorando con Regioni, Comuni e gestori del Trasporto pubblico locale per preparare questa ripartenza. Le linee guida sono state definite, in collaborazione con le Regioni, sono ora all'attenzione del Cts". Lunedì scorso, spiega, "è infatti scaduto il termine entro il quale le Regioni dovevano inviarci i loro piani di potenziamento". "Nei mesi scorsi - ricorda - proprio i finanziamenti dati dallo Stato hanno consentito al Tpl nelle ore di punta di essere maggiorato del 15-20% in media ed è stato portato il tasso di copertura sui mezzi pubblici a quota 80%". Inoltre, "va tenuto anche conto del fatto che molte persone sceglieranno il mezzo privato, facendo prevedere una riduzione della domanda di trasporto pubblico, anche se questa non è una buona notizia per il traffico cittadino".

Il tema del green pass per chi lavora nel settore dei trasporti "è in discussione, come è in discussione l'uso del green pass per altre categorie di lavoratori" precisa Giovannini.

Trasporti, ma anche scuola in vista della prossima riapertura degli istituti scolastici. "Per il rientro a scuola in sicurezza non vedo altra soluzione che il Green pass, sia per i docenti che per il personale scolastico" dice Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. "Stiamo assistendo alla dimostrazione che i vaccini funzionano e ci aiutano contro il Covid, basta guardare quello che sta accadendo in Sicilia, una delle Regioni con il tasso di vaccinazioni più basso, con una recrudescenza dei casi".

"Se pensiamo che per mangiare in un ristorante occorre il Green pass non vedo perché chi entra in una scuola non debba averlo", rimarca l'infettivologo, che giudica "corretta la scelta di allungare la scadenza del Green pass" a 12 mesi.

Tra gli esperti il parere prevalente è per un allungamento della validità del Green Pass. "Sono stato il primo a dire che bisognava portare il Green pass a 12 mesi, quindi l'ipotesi di un prolungamento della scadenza mi pare una scelta corretta" commenta, parlando con l'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "Ovviamente questo solo per chi è vaccinato con due dosi, assolutamente no invece per chi è guarito e non si è ancora immunizzato o ha deciso di non fare il vaccino. Per quest'ultimi, dopo la verifica degli anticorpi, la durata del Green pass potrebbe rimanere di 9 mesi".

"La proposta di prolungare a 12 mesi la validità del Green pass ha una logica scientifica, c'è un'obiettiva necessità operativa e nei prossimo 3 o 4 mesi c'è anche la speranza che possa arrivare un vaccino per il richiamo più efficace nei confronti delle varianti. Per questi tre motivi ritengo che una decisione in questo senso sia giusta", spiega all'Adnkronos Salute Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Dal punto di vista scientifico "non ci sono evidenze che a 9 mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale non ci sia più la protezione verso le forme gravi di malattia. Ormai lo stiamo vedendo. Dunque, ci sono le basi scientifiche per poter andare in questa direzione. Dal punto di vista operativo, poi, ci permette di prepararci meglio a fare, eventualmente, le terze dosi. A settembre, infatti, c'è ancora da fare per arrivare a quel tetto dell'80%".

"Visto che abbiamo costatato che la protezione data dalla vaccinazione anti-Covid dura più dei sei mesi inizialmente osservati, arrivando ai 9 e anche ai 12 mesi, è chiaro che è opportuno prendere in considerazione il prolungamento della validità del Green pass. Questo non vuol dire, però, che non dobbiamo prevedere una dose di richiamo, prima, per le persone più fragili. I due interventi non sono in contraddizione tra di loro ma sono da considerarsi sinergici", commenta all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma.

"E’ giusto - ribadisce Ricciardi - prendere in considerazione l’estensione del Green pass, nella certezza che le persone rimangano protette, perché pian piano stiamo accumulando dati secondo i quali la protezione è più prolungata di quanto pensassimo inizialmente. Ma non è pensabile che questo sia vero nelle persone più vulnerabili. Per questo è importante considerare, contemporaneamente, strategie diverse per le persone sane che hanno una risposta anticorpale protettiva anche a distanza di tempo e per le persone che hanno una protezione minore".

"Io sono nettamente a favore al prolungamento del Green pass anche oltre un anno, dando come priorità certamente ai vaccinati in doppia dose (salvo i guariti che quindi necessitano di una singola dose) ma senza abbandonare il tampone". Lo sottolinea il direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, che aggiunge, "come altri autorevoli colleghi da tempo predicano, sarebbe il caso soprattutto nelle scuole o in altre comunità di riprendere con intensità il tracciamento, uno strumento sempre valido come da noi sostenuto d a sempre".

"Non utilizziamo scorciatoie per decisioni surrettizie ma lasciamo libera la scienza di dare il proprio contributo - ricorda Vaia - Una scienza libera, lo ripeterò fino ad essere esausto, da interessi industriali o geopolitici".

"Da un punto di vista strettamente immunologico non si sta procedendo esattamente secondo i canoni della medicina personalizzata. Capisco che può essere difficile creare un Green pass 'ritagliato' sulle condizioni della singola persona, però non possiamo non tenere conto delle diverse storie individuali e dei livelli di immunità che sono stati raggiunti". Ad affermarlo all'Adnkronos Salute è l'immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata.

"Un conto sono le persone che stanno affrontando una terapia oncologica o gli immunodepressi, per loro potrebbe esserci bisogno di un rinnovo del Green pass anche a 3-6 mesi, altro è chi ha avuto la malattia e magari si è anche vaccinato. Per questi ultimi la durata del Green pass potrebbe essere anche più di un anno", osserva l'immunologo.

"Quindi la regola fissa che il certificato dura un anno o sei mesi, dal punto di vista dell'immunologia clinica non regge e tanto meno anche per la medicina personalizzata. Laddove possibile, visto che abbiamo lo strumento del monitoraggio degli anticorpi, utilizziamolo e mettiamolo magari come obbligatorio. Le Asl - suggerisce Minelli - potrebbero monitorare l'andamento del vaccino prima di decidere anche quando si dovrà fare la terza dose, ammesso che si dovrà fare per forza, e cominciamo a fare lo screening delle varie situazioni per valutare la durata degli anticorpi e capire quanto può durare il Green pass".

"Visto che abbiamo costatato che la protezione data dalla vaccinazione anti-Covid dura più dei sei mesi inizialmente osservati, arrivando ai 9 e anche ai 12 mesi, è chiaro che è opportuno prendere in considerazione il prolungamento della validità del Green pass. Questo non vuol dire, però, che non dobbiamo prevedere una dose di richiamo, prima, per le persone più fragili. I due interventi non sono in contraddizione tra di loro ma sono da considerarsi sinergici", commenta all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma.

"E’ giusto - ribadisce Ricciardi - prendere in considerazione l’estensione del Green pass, nella certezza che le persone rimangano protette, perché pian piano stiamo accumulando dati secondo i quali la protezione è più prolungata di quanto pensassimo inizialmente. Ma non è pensabile che questo sia vero nelle persone più vulnerabili. Per questo è importante considerare, contemporaneamente, strategie diverse per le persone sane che hanno una risposta anticorpale protettiva anche a distanza di tempo e per le persone che hanno una protezione minore".

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