Green Pass, la riflessione di Maria Rita Gismondo: "Maschera obbligo vaccinale"

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Green Pass Gismondo
Green Pass Gismondo

Il Green Pass così com’è impostato potrebbe non convincere scettici a indecisi a immunizzarsi. Lo ha affermato la direttrice del laboratorio di microbiologia clinica dell’ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo. In una sua lunga riflessione ad Adnkronos Salute, l’esperta ha fatto un bilancio di quali sono le attuali criticità del Green Pass e di come si è arrivati alle proteste di queste ultime settimane. “Fermo rimanendo che tutto ciò che è aggressione è da condannare, il problema del Green pass” obbligatorio “è iniziale”, ha affermato.

Green Pass Gismondo, “Sono violenze da condannare”

La direttrice del laboratorio di microbiologia nel suo intervento ha voluto porre l’accento sul fatto che, sebbene le violenze e le aggressioni siano comunque da condannare, era inevitabile che queste manifestazioni sarebbero avvenute: “Anzi, diciamo che rispetto alle previsioni di disordini tutto è avvenuto abbastanza pacificamente e possiamo solo esserne contenti”, ha precisato a questo proposito.

Green Pass Gismondo, “Le misure adottate rendono poco accettabile la vaccinazione”

L’esperta è poi tornata a parlare di come il vero problema rimanga a questo punto l’obbligo di Green Pass che andrebbe quindi a mascherare l’obbligo vaccinale e che, renderebbe “poco accettabile la vaccinazione agli occhi di chi non vuol farla”: “Secondo me, una buona comunicazione avrebbe potuto agire nell’ambito del convincimento e del coinvolgimento. Così non si fa altro che inasprire la lotta”, ha spiegato.

Green Pass Gismondo, “Tampone a pagamento giusto per la sanità pubblica”

Infine Gismondo ha fatto il punto della situazione sulla gratuità dei tamponi che tanto ha fatto discutere le varie forze politiche. Secondo l’esperta infatti è corretto che la sanità pubblica li faccia pagare: “chi fa una scelta diversa ovviamente deve assumersene le responsabilità”. Infine ha aggiunto: “Ben diverso è invece il caso dei datori di lavoro che il tampone lo offrono gratuitamente e che secondo me sono datori di lavoro encomiabili”.

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