Green pass, l'Italia chiude ai non vaccinati

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TURIN, ITALY - JUNE 30: A woman shows Italy's Covid-19 Green Pass for post-vaccine travel on a smartphone on June 30, 2021 in Turin, Italy. The digital health certificate, or Green Pass, was officially launched by Italian Prime Minister Draghi, allowing people to access certain events and facilities in Italy as well as travel domestically and abroad. (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) (Photo: Stefano Guidi via Getty Images)
TURIN, ITALY - JUNE 30: A woman shows Italy's Covid-19 Green Pass for post-vaccine travel on a smartphone on June 30, 2021 in Turin, Italy. The digital health certificate, or Green Pass, was officially launched by Italian Prime Minister Draghi, allowing people to access certain events and facilities in Italy as well as travel domestically and abroad. (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) (Photo: Stefano Guidi via Getty Images)

Green pass per spettacoli, fiere, manifestazioni sportive, viaggi in treno e nave. Ma anche in forma “soft” - ovvero con una sola dose di vaccino ricevuta – per i ristoranti al chiuso, non però per prendere un caffè al bancone del bar o un cono in gelateria. E’ la piattaforma a cui lavora il governo come condizione per poter mantenere tutta l’Italia in zona bianca fino a fine agosto, come chiedono i partiti, Lega in testa. Salvini però dà via libera solo per i “grandi eventi”, in linea con quanto dichiara il presidente della conferenza delle Regioni Fedriga. L’accordo ancora non c’è: cabina di regia e consiglio dei ministri slittano a domani, nessuna convocazione ufficiale. Eppure, il decreto deve arrivare entro venerdì per impedire che da lunedì almeno due regioni passino in giallo. E a fine serata durante un comizio il leader della Lega appare rassegnato all’esito del duello: “Da lunedì 30 milioni di italiani resteranno bloccati, servirà il green pass anche per andare al supermercato...”.

E’ in corso in queste ore una (complessa) mediazione che da Palazzo Chigi coinvolge Speranza, Giorgetti, la delegazione ministeriale forzista, e i governatori. L’altro lato, infatti, parte dalle richieste esplicitate dalla conferenza delle Regioni: la revisione dei parametri per il passaggio di colore, dando minor peso al numero dei contagi e maggiore alla percentuale di ospedalizzazioni e terapie intensive. Le Regioni hanno proposto rispettivamente il 30% e il 20%: numeri troppo “morbidi” per Draghi (e soprattutto per Speranza, che teme il “rimbalzo” di Francia e Regno Unito tra poche settimane), ma l’intesa è a portata di mano sul 15% dei posti letto (che potrebbe salire al 20%) e il 10% delle rianimazioni. Si va, invece, verso il rinvio a settembre del green pass per autobus e metro, come anche per la scuola. Il governo vuole aspettare i numeri delle vaccinazioni di metà agosto prima di decidere su nodi politicamente caldi e che richiedono uno grosso sforzo organizzativo. Mentre dovrebbe esserci l’estensione a 12 mesi della validità dell’unica dose di vaccino per i guariti.

A sera i giochi sono ancora aperti. ll braccio di ferro è con la Lega: Salvini vuole ll pass solo per i grandi eventi: “No a scelte draconiane, non si può limitare la vita a 30 milioni di italiani, gli allarmi terrorizzanti incidono sul turismo”. Per bar, ristoranti, palestre, piscine, non se ne parla. Si rifà alla proposta “equilibrata e unanime” delle Regioni. Che però è più articolata rispetto alla sintesi. Intanto, non fa cenno esplicito alla ristorazione: né in un senso né nell’altro. Poi parte dalla filosofia del “grimaldello” rimanere aperti laddove senza green pass il numero di contagi imporrebbe la chiusura: “La Conferenza delle Regioni - ha detto Fedriga - ha elaborato alcune proposte in ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite. Come grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi”. Anche se sulle discoteche c’è la grossa incognita del parere del Cts, che si prevede negativo. Tra i governatori però aleggia la speranza di tenere aperto un locale o un evento che altrimenti, con numeri da zona gialla o arancione, dovrebbe chiudere bottega (con la “raccomandazione” al governo di disciplinare in modo preciso le norme sulla privacy, per evitare guai ai titolari). Il ligure Toti polemizza con i no-vax: “Lockdown solo per loro”. Si tratta anche, come ribadisce il sottosegretario alla Salute Costa, per “modulare il pass a seconda del colore della regione, per aumentare la capienza di cinema, teatri, treni”. Argomenti a cui gli amministratori del territorio non sono certo insensibili.

Istanze del mondo del lavoro, delle imprese, di cui Forza Italia si è già fatta portatrice. Si pronunciano quasi in contemporanea le ministre azzurre. Carfagna: “Il green pass non è una camicia di forza ma uno strumento di liberta’ per svolgere in sicurezza attivita’ che oggi o non si possono svolgere o hanno altissimo rischio”. Gelmini: “Sono fiduciosa che si trovi un accordo nella maggioranza e con le Regioni, il pass serve per incentivare le vaccinazioni ed evitare possibili nuove chiusure”. Brunetta lo ripete da una settimana: “Sono favorevole all’estensione dell’uso del green pass per il ritorno alla normalità in tutte le attività, scuola, lavoro, occasioni ludiche e svago. Il governo prende atto dell’evoluzione della situazione reale”. Scelte irrazionali, come dice Salvini? “Valutazioni non emotive bensì economiche e strategiche” è la replica indiretta.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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