Green pass obbligatorio, esteso anche sul lavoro?

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Green pass Italia obbligatorio esteso anche al mondo del lavoro? Nel giorno in cui arriva alla Camera il decreto che ha introdotto l'obbligo di certificazione verde per i locali al chiuso, ed fissato anche l'incontro sindacati-imprese per discutere sul tema, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti "prevede" una ulteriore estensione. "Una cosa è certa: è che per la ripresa delle attività economica, visto che parliamo di questo Salone, dobbiamo garantire condizioni di sicurezza. Le condizioni di sicurezza esigono che chi frequenta i luoghi affollati in qualche modo dia garanzie di non contagiare nessuno. Quindi, il Green pass è una misura che va esattamente in questa direzione. Quindi, ne prevedo un'ulteriore estensione", ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico a margine della sua visita al ‘supersalone’ alla Fiera di Rho (Milano), replicando a chi gli chiedeva se il green pass sarà esteso ad aziende e statali.

E intanto, sia sul fonte del lavoro nel pubblico sia su quello privato, anche il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha recentemente aperto alla possibilità a margine del forum Ambrosetti a Cernobbio. Quella sul Green pass, ha detto, "è una storia di successo, un successo italiano ed europeo. Si tratta adesso per l'Italia di completare questa storia di successo e quindi di estenderlo a tutto il mondo del lavoro pubblico e privato in maniera tale che ci sia una sorta di passaporto vaccinale che deve mettere in sicurezza tutto il mondo del lavoro e delle relazioni sociali", sottolinea. E sull'obbligo vaccinale rilancia: "Perché no?".

Alla domanda se il decreto arriverà a inizio ottobre, Brunetta resta vago: "Ne parliamo la prossima settimana in sede di cabina di regia e poi dalla cabina di regia in Consiglio dei ministri con tutte le determinazioni che il Cdm indicherà", ha replicato.

Per Brunetta "l'obbligo vaccinale è una conseguenza finale, io sono molto affezionato al green pass, se poi servirà anche l'obbligo perché no?". A chi gli chiede dell'atteggiamento del Carroccio sul tema, chiosa: "In Consiglio dei ministri io ho visto un assenso pieno dei colleghi della Lega". E se lo smart working è stato uno strumento "straordinario" nelle fasi più critiche dell'emergenza, ora "va ripensato assolutamente il lavoro da remoto, dobbiamo avere in presenza tutto il capitale umano pubblico che è fondamentale perché il Paese abbia una crescita non solo intensa ma anche duratura. Abbiamo bisogno del massimo della presenza, se ci sono le condizioni sanitarie di sicurezza ci dovranno essere anche le presenze", affermava ancora Brunetta.

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