Green Pass per i locali pubblici, l'ipotesi sul tavolo del Cts

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TURIN, ITALY - JUNE 30: A close-up view of Italy's Covid-19 Green Pass for post-vaccine travel on a smartphone on June 30, 2021 in Turin, Italy. The digital health certificate, or Green Pass, was officially launched by Italian Prime Minister Draghi, allowing people to access certain events and facilities in Italy as well as travel domestically and abroad. (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) (Photo: Stefano Guidi via Getty Images)
TURIN, ITALY - JUNE 30: A close-up view of Italy's Covid-19 Green Pass for post-vaccine travel on a smartphone on June 30, 2021 in Turin, Italy. The digital health certificate, or Green Pass, was officially launched by Italian Prime Minister Draghi, allowing people to access certain events and facilities in Italy as well as travel domestically and abroad. (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) (Photo: Stefano Guidi via Getty Images)

Solo chi è vaccinato potrà entrare, per esempio, nei ristoranti o nei bar al chiuso. Il Green pass modello francese, quindi non solo per i viaggi all’estero ma con un’estensione del suo utilizzo, piace al Comitato tecnico scientifico italiano e al ministero della Salute Roberto Speranza, ma non è affatto gradito alla Lega e a Fratelli d’Italia che sono tornati a fare asse. “Tampone o green pass per entrare in un bar o in un ristorante? Ma non scherziamo”, dice Matteo Salvini. Comunque sia gli scienziati, che affiancano il governo nelle decisioni, a breve si riuniranno con l’idea di modificare le regole alla luce dell’aumento dei contagi che si è registrato anche oggi con oltre 1500 nuovi casi, dovuti in gran parte alla variante Delta. Su questa scia invece sarà difficile rivedere i parametri che determinano la collocazione di una regione in una zona anziché in un’altra. E nonostante molti territori rischiano, in piena estate e con le attività economiche avviate, di tornare in zona gialla gran parte degli scienziati esclude la possibilità di cambiare le tabelle e basarsi, come pensa di fare la Germania, esclusivamente sulla pressione ospedaliera oggi molta bassa, a differenza dei contagi che tornano a salire e che quindi potrebbero a breve determinare nuove chiusure. Se la curva riprenderà a salire le zone bianche potrebbero avere così vita breve e, giusto per fare un esempio, tornerebbe il coprifuoco con relativa chiusura dei locali in anticipo.

Rendere necessario il Green pass per svolgere alcune attività, come entrare nei bar e nei ristoranti, significa per gli scienziati italiani e anche per il ministero della Salute incentivare la vaccinazione. In fondo l’effetto positivo si è visto oggi in Francia con un boom di prenotazioni. A stretto giro una decisione sarà presa, nonostante le resistenze di Lega e Fratelli d’Italia. In particolare Giorgia Meloni considera un’idea “raggelante” che il certificato vaccinale (in alternativa alla guarigione dal virus o il tampone negativo) diventi la condizione per partecipare alla vita sociale.

Ma il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo è di tutt’altra idea: “Concordo con Macron sul fatto che la vaccinazione è una delle chiavi per il ritorno alla normalità. Per convincere gli ultimi irriducibili utilizzare il green pass per questo tipo di eventi potrebbe essere una buona soluzione. Potrebbe essere anche una spinta per la vaccinazione”. All’interno del ministero anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri spinge da tempo per un utilizzo maggiormente incisivo del certificato vaccinale: “Nel modello francese, tra le altre cose, non è prevista la quarantena per le persone che hanno il Green Pass dopo aver fatto la doppia dose di vaccino. Mi sembra un ottimo incentivo alla vaccinazione”. Ma il sottosegretario chiede anche di rivedere i parametri che portano al passaggio da una zona all’altra: “In questa fase bisogna basarsi sull’occupazione dei posti letto in ospedale e non sui contagiati molti dei quali asintomatici”. Ma questa teoria non ha seguito all’interno del dicastero stesso.

La Lega poi ha combinato un pasticcio. Se prima il presidente della Lombardia Attilio Fontana si era espresso a favore del Green pass poi ha cambiato rotta spinto dal suo partito: “Non è che io chieda l’utilizzo del green pass per andare al ristorante. In questo momento, oltre a non essere possibile in Italia per Privacy, in Lombardia non ce n’è bisogno anche perché le adesioni alla nostra campagna sono sopra la media nazionale”.

Il governatore Luca Zaia pone invece un altro temo dicendo di no a nuove restrizioni se ci sono pochi ricoveri. “Di fronte ad un aumento del numero di casi asintomatici che è il fenomeno di questi giorni – dice il presidente del Veneto - non possiamo pensare a misure di sanità pubblica come quando le strutture ospedaliere erano al collasso”. Si è aperto un dibattito sulle possibili modifiche ai parametri di entrata e uscita dalle zone di rischio, ma quello che conta e più preoccupa per il Cts e per il ministero della Salute, è la curva epidemiologica, che non scende più nonostante la stagione calda e la campagna vaccinale a buon punto. Quindi, per il dicastero e per gli scienziati, se sarà necessario ci saranno territori che torneranno in zona gialla, se il numero dei contagi lo suggerirà. Anche perché, per adesso, si attende l’effetto dei festeggiamenti per la vittoria dell’Italia agli Europei. La grande incognita sono i dati dei prossimi giorni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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