Green pass scuola e obbligo genitori: primo giorno, com'è andato?

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Green pass obbligatorio a scuola, com'è andato il primo giorno? Il green pass - previsto per gli over 12 anni e rilasciato a chi è vaccinato, guarito dal covid o negativo ad un tampone - è indispensabile per insegnanti, personale e genitori che entrano negli istituti. "Le cose stanno funzionando. A parte casi isolati che però su 4milioni di studenti contano poco. Siamo soddisfatti per come sono andate le cose. Continuiamo così", dice il presidente delll'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli che tra le criticità possibili dovuti all'obbligo di presentazione di green pass per i genitori accende i riflettori sulla scuola dell'infanzia, frequentata in genere da bambini di età compresa tra 3 e 5 anni: "Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni particolari, dunque dovrebbe essere andato tutto bene. Ma senz'altro potrebbero esserci stati problemi poiché nel primo periodo l'accoglienza dei bambini prevede la presenza anche dei genitori".

Tutto liscio con la piattaforma per il controllo delle certificazioni verdi del personale scolastico: "Ha funzionato", riferisce, e "nessuna segnalazione particolare di code all'ingresso. Ciò significa che tecnologia e database possono fornire ottime risposte in sicurezza ed efficienza". Docenti presenti all'appello? "Le nomine degli Uffici scolastici regionali sono andate bene in media, meglio rispetto all'anno scorso. Il Ministro è riuscito a completare le nomine di competenza degli Usr. Mi segnalano che in varie scuole spesso sono le segreterie ad essere sguarnite e che mancano molti Direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga)".

Diversa la posizione espressa da Antonio Affinita, direttore nazionale del Movimento italiano genitori. "Caos", dice riassumendo la prima giornatA. "Caos a partire dagli orari differenziati di entrata; Tra annunci di green pass applicati e non applicati; Presidi che non consentono l'accesso neanche nel cortile. E' una gimkana per i genitori, costretti a continue capriole tra orari, norme e protocolli in continuo mutamento. Siamo all'insostenibilità: la scuola ha bisogno di normalità, non di interpretazioni autonome e variegate. Ed i genitori non hanno giornate intere a disposizione", afferma.

"Siamo molto preoccupati - aggiunge - Il solco tra scuola e famiglia diventa sempre più profondo. Questa burocratizzazione della scuola sta vanificando anni e anni di lavoro dedicato alla corresponsabilità didattico-educativa e alle politiche di inclusione e diversità".

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