Green pass scuola, il bilancio e le voci nel giorno del rientro

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Green pass scuola e primo giorno di rientro? "Le cose stanno funzionando. A parte casi isolati che però su 4milioni di studenti contano poco. Siamo soddisfatti per come sono andate le cose. Continuiamo così". A tracciare il bilancio della ripartenza dell'anno scolastico è il presidente delll'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli che tra le criticità possibili dovuti all'obbligo di presentazione di Green pass per i genitori prima di entrare a scuola indica l'infanzia: "Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni particolari, dunque dovrebbe essere andato tutto bene. Ma senz'altro potrebbero esserci stati problemi poiché nel primo periodo l'accoglienza dei bambini prevede la presenza anche dei genitori".

Tutto liscio con la piattaforma per il controllo delle certificazioni verdi del personale scolastico, "ha funzionato", riferisce, e "nessuna segnalazione particolare di code all'ingresso. Ciò significa che tecnologia e database possono fornire ottime risposte in sicurezza ed efficienza". Docenti presenti all'appello? "Le nomine degli Uffici scolastici regionali sono andate bene in media, meglio rispetto all'anno scorso. Il Ministro è riuscito a completare le nomine di competenza degli Usr. Mi segnalano che in varie scuole spesso sono le segreterie ad essere sguarnite e che mancano molti Direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga)".

Infine l'augurio di un "buon anno scolastico, sperando che sia l'ultimo con il covid. Bisogna tornare ad una vita normale. Invito tutti a vaccinarsi. Ho appreso un fatto molto positivo: ci sono situazioni di alunni vaccinati all'80 per cento".

MOIGE: "PER GENITORI E' CAOS" - Di "caos" parla invece con l'Adnkronos Antonio Affinita, direttore nazionale del Movimento italiano genitori. "A partire dagli orari differenziati di entrata; Tra annunci di green pass applicati e non applicati; Presidi che non consentono l'accesso neanche nel cortile. E' una gimkana per i genitori, costretti a continue capriole tra orari, norme e protocolli in continuo mutamento. Siamo all'insostenibilità: la scuola ha bisogno di normalità, non di interpretazioni autonome e variegate. Ed i genitori non hanno giornate intere a disposizione", dice.

"Siamo molto preoccupati - aggiunge - Il solco tra scuola e famiglia diventa sempre più profondo. Questa burocratizzazione della scuola sta vanificando anni e anni di lavoro dedicato alla corresponsabilità didattico-educativa e alle politiche di inclusione e diversità".

GENITORI ARTCOLO 26: "BIMBI DI 3 ANNI SOLI IN CORTILE" - "Caos e scene al limite del surreale" soprattutto nella scuola dell'infanzia in cui l'obbligo di green pass per tutti i genitori ha innescato situazioni ad alto rischio di discriminazione. "In una scuola statale a Roma sud, vicino Ostia, ci sono stati casi di genitori che senza essere stati avvisati hanno dovuto lasciare in lacrime nel cortile bambini di 3 anni e sono stati relegati al di là di una porta finestra mentre all'esterno si assisteva a mega-assembramenti di altre famiglie senza mascherine", racconta all'Adnkronos Chiara Iannarelli, presidente dei genitori di Articolo 26.

Secondo la presidente dell'Associazione a cui fanno capo migliaia di famiglie, "sono scene che si denunciano da sè: bambini al primo giorno di scuola soli, anche in alcuni casi fragili, senza la loro mamma che vedono altri compagni accompagnati invece dai loro genitori. Ci hanno chiamato le mamme in lacrime".

Ma alla fantasia non c'è limite: "Siamo arrivati al caso di un dirigente a Monza che ha scritto ad una mamma: 'Non hai green pass? Tuo figlio non viene a scuola perché non ho nessuno da mandarti alla porta". "E' stato un caos - conclude Iannarelli - Il rischio di ghettizzazione di genitori sprovvisti di certificazione verde e dei loro figli è altissimo, come anche quello di rottura del patto scuola-famiglia-alunni, indispensabile per far crescere ed educare".

ALLA MARY MOUNT CONTROLLI SOLO PER LOCALI AL CHIUSO - Nessun controllo del Green pass ai genitori per entrare nel cortile dell'Istituto Mary Mount delle Suore del Sacro Cuore di Maria Immacolata, storica scuola cattolica paritaria della Capitale sulla via Nomentana che ospita oltre 900 ragazzi dall'infanzia alla secondaria superiore. La certificazione verde, fino a ulteriori precisazioni del Ministero dell'istruzione, è stata controllata al primo giorno di scuola e lo sarà in futuro soltanto per l'accesso ai locali al chiuso. Lo ha detto all'Adnkronos il preside Andrea Fronzoni che sulla piattaforma per il controllo delle certificazioni verdi del personale scolastico ha aggiunto: "Noi non abbiamo ancora accesso. Abbiamo usato gli ipad e l'app di controllo tradizionale ed ha funzionato tutto senza intoppi".

Per quanto riguarda i genitori, "in attesa di ordinanza del Miur che chiarisca se con accesso 'alle strutture delle istituzioni scolastiche' si intenda (come appare logico) l'ingresso dentro gli edifici e i locali scolastici e non il semplice accesso ai cortili per portare o riprendere gli alunni - si legge in una circolare inviata alle famiglie - il controllo del green pass sarà effettuato esclusivamente per i genitori che avranno necessità di entrare nei vari edifici scolastici per riunioni, convocazioni, incontri con segreterie o business office e inserimento bambini Ec 1 (tre anni)".

"Abbiamo 550 alunni tra infanzia ed elementari, in particolare 220 tra asilo e prima elementare - riferisce il Dirigente - Controllare il green pass a tutti gli accompagnatori sarebbe insostenibile nonostante la nostra situazione sia privilegiata, grazie al cortile. Ma in alti contesti, come la scuola sotto casa mia, si paralizzerebbe il traffico per ore. Ci auguriamo dunque che il Ministero limiti l'esibizione del pass all'accesso ad edifici e locali. Ci preoccupa in particolare il momento dell'uscita. Potrebbe piovere: ma come si fa con la pioggia a controllare 500 certificazioni? - domanda - E soprattutto non si può impedire ad un genitore di prendere il proprio figlio. Potrebbe venire una baby sitter in emergenza sprovvista di certificazione, le situazioni possono essere infinite e le implicazioni - conclude - non banali".

UNA MAMMA: "IMPEDITO IL CORTILE SENZA IL GREEN PASS" - "Non volevo entrare nell'edificio. Non lo ho mai fatto. Ma non volevo lasciare mio figlio di 3 anni alla bidella quando alle 8.15 mi hanno chiesto di esibire il green pass, e dato che non lo avevo, di lasciare mio figlio a lei. Ma volevo essere io ad accompagnarlo nella sua classe che si affaccia nel cortile per lasciarlo direttamente alla sua maestra. Me lo hanno impedito. E' follia". E' il racconto all'Adnkronos di Rachele, una delle mamme che in una scuola di Casal Palocco oggi non ha potuto accompagnare il bambino in classe.

Rachele ricorda: "Mi sono ribellata, mentre mio figlio piangeva e mi chiedeva perché non mi consentissero l'accesso. Sono stata l'unica mamma ad opporsi al grande zelo con cui la nostra scuola ha voluto interpretare le indicazioni ministeriali. Con che risultato? File di bimbi allineati, senza genitori, guidati verso le classi dalle bidelle e in contraltare genitori assembrati e senza mascherine che stazionavano autorizzati dal green pass nel cortile della scuola. L'ho avuta vinta - conclude - ma solo perché una maestra ha invitato una bidella a farmi passare o avrei chiamato i carabinieri".

FORUM FAMIGLIE: "QUALCHE PROBLEMA MA FINALMENTE NORMALITA'" - "E' più un allarme mediatico, non reale. Nel Lazio, in Piemonte ed in Lombardia da quanto mi risulta non ci sono state grosse difficoltà. Forse qualche problema di comunicazione per i genitori dei bambini più piccoli per quanto riguarda l'obbligo di esibizione di green pass per i genitori ma niente di eclatante. Mi hanno parlato tutti di una ripresa in presenza che finalmente ha un sapore di normalità ma la scuola per tutti ripartirà il 16". A commentare il primo giorno di scuola all'Adnkronos è Pinella Crimì, delegata per la scuola del Forum Famiglie.

"Ero preoccupata -aggiunge- per il recupero dei bambini al termine delle lezioni, che il genitore non in possesso di green pass potesse avere difficoltà a riprendere il proprio figlio. Ma fortunatamente - riferisce - ciò non è avvenuto. Le scuole si sono organizzate portando i bambini fuori dal cancello ed i problemi che si sono presentati sono stati per lo più legati alla comunicazione ma sono stati casi sporadici".

"La cosa positiva - conclude la delegata che è anche docente in un liceo romano - sono gli insegnanti in cattedra ad inizio anno scolastico. Poche sono le situazioni scoperte e questo consente di ricominciare con tranquillità. In 17 anni di insegnamento non mi era mai accaduto. E' la prima volta".

AL REGINA ELENA ISOLE SUL MANTO STRADALE - Primo giorno di scuola per l'Istituto comprensivo Regina Elena nella Capitale che ospita bambini dall'infanzia alle medie, queste ultime alla scuola Buonarrotti. Orari scaglionati a partire dalle 8, con i primi ingressi, per finire alle 9, fascia dedicata all'infanzia ed un escamotage che sembra scongiurare le complicazioni derivanti dall'obbligo di presentazione del green pass per i genitori, in particolare quelli di bambini piccoli: isole disegnate sul manto stradale di via Puglie, da cui si accede alle due scuole, con indicate anno e sezione delle classi su cui per appartenenza far disporre bambini e famiglie.

"Abbiamo la fortuna di avere l'isola pedonale dopo anni di battaglia - commenta una docente addetta alla sicurezza - All'ingresso saranno i genitori a condurre i bambini nello spazio disegnato per terra e dedicato alla classe di appartenenza. All'uscita invece saranno gli insegnanti ad accompagnare i bimbi nell'isola. Così non dovremo chiedere il green pass a nessuno a parte chi ha necessità di entrare all'interno degli edifici scolastici". La maestra conclude: "Chi non ha l'isola pedonale, non ho davvero idea di come faccia".

IL FLASH MOB DEGLI STUDENTI - Flash mob della Rete degli studenti medi alla ripertura delle scuole davanti al Ministero dell'Istruzione, nella Capitale. Striscioni, cartelli e assemblee scandite dallo striscione "il futuro è nostro, ripartiamo da zero" davanti ad oltre 40 scuole da Roma a Bari, da Venezia a Perugia, da Viterbo a Trento. E poi Cagliari, Treviso, Vicenza, Pisa, Frosinone, Cagliari, Latina, Verona, Potenza, Padova, Bari, Firenze, Genova, Palermo e tante altre città. "Quello di oggi è solo il primo passo di una mobilitazione lunga, che non terminerà finché non sarà chiaro a tutti che questa generazione ha deciso di occupare il posto che le spetta in questa fase storica. Siamo a un punto di svolta: è il momento di ripartire da Zero”, annuncia Tommaso Biancuzzi, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi.

“Questa generazione ha subito le peggiori conseguenze della pandemia: la chiusura delle nostre scuole ha segnato un punto di non ritorno rispetto al passato. Siamo la Generazione Zero: zero prospettive per il futuro, zero condivisione nelle scelte che ci hanno riguardato negli ultimi mesi, zero progettualità su di noi da parte di chi ha la responsabilità di decidere. Ora basta - afferma - studentesse e studenti non sono più disposti a portare sulle proprie spalle il fallimento di una classe dirigente che, senza un piano preciso per il sistema d’istruzione, si è limitata ad annunci e a chiusure, senza affrontare i nodi centrali del problema, dall’edilizia scolastica al trasporto pubblico. C’è bisogno di cambiare tutto e noi vogliamo essere la prima generazione a farlo: vogliamo zero compromessi sul nostro futuro”.

“Nei prossimi mesi faremo sentire con forza la nostra voce: le giovani generazioni chiedono di essere coinvolte nei processi decisionali ad ogni livello che porteranno all’uscita del Paese della pandemia e alla costruzione di un mondo nuovo. Siamo nel bel mezzo di una crisi climatica che, se non avrà risoluzione, rischia di essere letale per tutte e tutti noi; l’isolamento e la solitudine di questi mesi difficili hanno inferto una ferita profonda e difficile da sanare nella psiche di troppi ragazzi; i limiti della didattica a distanza non possono occultare gli altrettanto profondi limiti della didattica in generale. Il futuro è nostro - conclude - e abbiamo intenzione di prendere tutto lo spazio che meritiamo".

TEST RAPIDO O MOLECOLARE DOPO LA QUARANTENA? - Classe di non vaccinati in quarantena per un caso di Covid 19 confermato? Per tornare a scuola gli studenti quest'anno saranno sottoposti a tampone antigenico, equiparato al molecolare. A fare da apripista scoprendo la nuova disposizione proprio in occasione del riavvio dell'anno scolastico italiano è una classe del Lycee Chateaubriand, scuola francese nella Capitale dove le lezioni sono invece ricominciate lo scorso 2 settembre.

I bambini, accompagnati dai genitori dopo i dieci giorni disposti di quarantena per un caso covid confermato e così quantificati dal protocollo in quanto classe di non vaccinati, hanno scoperto con sorpresa la novità al drive in romano di Tor di Quinto, gestito dalla Asl Rm1. Sollecitata dall'Adnkronos l'Asl Rm 1 risponde: "Le Asl faranno soltanto il rapido. Abbiamo recepito il contenuto della circolare dell'11 agosto del Ministero della Salute. Nella circolare è scritto che rapido e molecolare sono equiparabili. Si parla infatti di 'test molecolare o antigenico'. L'equiparazione stabilita dal Ministero ha dunque portato le Asl ad una scelta di praticità: rapidi per tutti". Dunque niente più molecolari? "Le circolari cambiano in continuazione".

Ecco cosa è previsto per l'anno in corso dalla circolare "Aggiornamento sulle misure di quarantena e di isolamento raccomandate alla luce della circolazione delle nuove varianti SARS-CoV-2 in Italia ed in particolare della diffusione della variante Delta (lignaggio B.1.617.2)", dell'8 agosto 2021: Nel caso di classi di soggetti non vaccinati o che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni "sarà la Asl a disporre la quarantena e le successive misure e le Asl hanno optato per la scelta di praticità: tamponi antigenici", spiega Asl Rm1. Nel caso in cui invece la quarantena sia disposta dal medico di medicina generale, cosa possibile solo se i soggetti hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, sarà il medico a disporre la quarantena, che durerà però solo 7 giorni e a decidere se effettuare un rapido o un molecolare, perché il Ministero lascia sempre aperta la doppia possibilità. In entrambi i casi però, soggetti vaccinati o non vaccinati, la circolare ministeriale lascia aperta la possibilità dei 14 giorni di quarantena e rientro sui banchi senza nessun tampone.

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