Greenpeace: in Europa la soia brasiliana che sfrutta i lavoratori

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Roma, 10 dic. (askanews) - Soia brasiliana legata ad accaparramento di terre e sfruttamento dei lavoratori arriva in Europa e Asia centrale attraverso due tra i principali commercianti internazionali di materie prime agricole, Cargill e Bunge: a rivelarlo è la nuova indagine "Under Fire" di Greenpeace International.

Nel rapporto dell'organizzazione ambientalista emergono nuove evidenze di violenze e intimidazioni contro comunità tradizionali nella regione brasiliana del Cerrado, all'interno dei confini dell'azienda agricola Agronegócio Estrondo che rifornisce Cargill e Bunge.

L'azienda, già accusata in passato di deforestazione illegale e accaparramento di terre, ha ora ottenuto il permesso di deforestare un'area di 25.000 ettari - una superficie equivalente alla superficie di Genova - nel Cerrado brasiliano, la savana più ricca di biodiversità del Pianeta, denuncia Greenpace.

Nel maggio 2019, Greenpeace Brasile e il canale televisivo tedesco ARD Weltspiegel hanno documentato un raid armato ai danni dei geraizeiros, una comunità contadina tradizionale che vive nel Cerrado. I geraizeiros hanno riferito a Greenpeace di aver ricevuto minacce e subito violenze da parte della sicurezza privata di Estrondo.

"Nonostante Cargill e Bunge si siano impegnate da tempo a ripulire le proprie filiere, continuano ad avere legami con un'azienda responsabile di violazioni sistematiche dei diritti umani, acquistando soia che viene poi esportata nel mercato europeo. Questa soia viene acquistata da fast food, multinazionali del settore alimentare e supermercati", ha dichiarato Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. "Non la vediamo direttamente sugli scaffali dei supermercati, ma finisce indirettamente nei nostri piatti perché viene utilizzata per alimentare animali spesso rinchiusi in allevamenti intensivi, destinati alla produzione di latte e derivati, oppure a essere macellati per produrre carne", ha aggiunto.

In Brasile la deforestazione, così come le minacce e le violenze verso comunità tradizionali e Popoli Indigeni, sono in aumento da quando il presidente Jair Bolsonaro è salito al potere, lo scorso gennaio.

(segue)