Greggio in calo per quinto giorno consecutivo ai minimi 1 anno

di Noah Browning
L'impianto del campo petrolifero di North Rumaila a Basra, Iraq

di Noah Browning

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio proseguono la discesa che dura da cinque giorni e perdono circa il 2%, ai minimi da gennaio 2019. A pesare è l'aumento dei nuovi casi di coronavirus fuori dalla Cina, che alimenta i timori di una pandemia che potrebbe rallentare l'economia globale e incidere sulla domanda.

Intorno alle 11,45, i futures sul Brent cedono 94 centesimi, ovvero l'1,76%, a 52,49 dollari al barile. Il greggio Usa perde a sua volta 88 centesimi, pari all'1,81%, a 47,85 dollari al barile.

Per la prima volta dall'inizio dell'epidemia di coronavirus scoppiata a Wuhan, il numero di nuovi contagi al di fuori della Cina ha superato quelli del Paese.

La diffusione del virus nelle grandi economie, tra cui Corea del Sud, Giappone e Italia, ha destato timori che la crescita della domanda di carburante sarà limitata. La Consultants Facts Global Energy prevede che la domanda globale di petrolio aumenterà di 60.000 barili al giorno nel 2020, livello definito "praticamente zero".

Ieri sera il presidente Usa Donald Trump ha cercato di rassicurare il Paese sul fatto che i rischi legati al coronavirus rimangono "molto bassi", ma i mercati azionari asiatici sono scivolati in territorio negativo in mattinata.

"L'impatto negativo sui prezzi si intensificherebbe se il coronavirus fosse dichiarato pandemia dall'Oms, evento che sembra essere imminente", osserva Tamas Varga, analista di PVM Oil Associates.

Nella settimana fino al 21 febbraio le scorte di benzina sono diminuite di 2,7 milioni di barili a 256,4 milioni, ha riferito ieri l'Energy Information Administration (Eia).

"I cali di questa settimana ... potrebbero ridestare dal sonno l'OPEC+", osserva Jeffrey Halley, analista senior presso OANDA.


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