Greggio scivola sotto 45 dlr su timori domanda, aumento offerta

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Pompe petrolifere nella contea di Karnes, Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio scivolano ulteriormente sotto i 45 dollari al barile cancellando i guadagni di questa settimana, penalizzati dai timori sulla ripresa della domanda per via della pandemia di coronavirus e sull'aumento dell'offerta.

L'Agenzia internazionale per l'energia e l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio questa settimana hanno ridotto le previsioni sulla domanda di petrolio per il 2020. L'Opec e i suoi alleati stanno inoltre aumentando la produzione questo mese.

"Il pessimismo sulle prospettive di crescita della domanda di petrolio di quest'anno è dovuto all'indebolimento dell'outlook nei prossimi mesi", osserva Stephen Brennock di Pvm.

"A peggiorare le cose, l'offerta mondiale di petrolio è in ripresa", aggiunge Brennock.

Intorno alle 10,45, i futures sul Brent cedono 28 centesimi, ovvero lo 0,62%, a 44,68 dollari al barile, impostati per chiudere la settimana poco mossi. Il greggio Usa Wti perde 31 centesimi, ovvero lo 0,73%, a 41,93 dollari.

Questa settimana i prezzi sono stati sostenuti dai dati Eia che hanno messo in luce un calo delle scorte di greggio, benzina e distillati nella scorsa settimana, con le raffinerie che hanno incrementato la produzione e la domanda di prodotti petroliferi in aumento.

Il petrolio si è ripreso dai minimi toccati ad aprile, quando il Wti è brevemente scivolato in territorio negativo. Tuttavia, un aumento del numero delle infezioni da coronavirus ha contenuto i guadagni. L'India ha riportato ieri un altro aumento giornaliero record dei casi di contagio.

L'Opec e gli alleati tra cui la Russia, gruppo noto come Opec+, da maggio ha tagliato la produzione di circa il 10% della domanda globale pre-pandemia per offrire sostegno al mercato. L'accordo prevede un aumento della produzione questo mese con la ripresa della domanda.