Gregoretti, agli atti del le autorizzazioni a procedere del Senato di Salvini

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(dall'inviata Elvira Terranova) - Gli originali delle ordinanze di autorizzazione a procedere del Senato nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini entrano nell'udienza preliminare a carico del leader della Lega per il caso Gregoretti, che riprende domani per l'avvio delle discussioni. Come apprende l'Adnkronos, il giudice per le udienze preliminari Nunzio Sarpietro ha ritenuto di acquisire dal Senato l'originale delle ordinanze di autorizzazione a procedere anche per la vicenda Open Arms che già erano state prodotte dalle parti o acquisite con altri documenti. Salvini, difeso dall'avvocata Giulia Bongiorno, è accusato di sequestro di persona per il ritardo dello sbarco da nave Gregoretti della Guardia costiera con a bordo 131 migranti, nel luglio del 2019 ad Augusta, nel Siracusano. Nella scorsa udienza era stato sentito, nell'aula bunker di Bicocca a Catania, Maurizio Massari, l'ambasciatore italiano in Europa. E' il funzionario che la sera del 26 luglio 2019 comunicò a Palazzo Chigi che quattro Paesi europei, Francia, Germania, Irlanda e Lussemburgo avevano dato la loro disponibilità ad accogliere parte dei migranti che l'Italia tratteneva a bordo della nave della guardia costiera Gregoretti in attesa che venisse sancito l'impegno alla redistribuzione.

Nei mesi scorsi sono stati ascoltati anche l'ex premier Giuseppe Conte, i ministri Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio e gli ex titolari del Ministero della Difesa e dei Trasporti Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli. "Rivendico con orgoglio quello che ho e abbiamo fatto - ha sempre affermato il leader della Lega, che domani ha annunciato la sua presenza a Bicocca - a differenza degli altri non cambio idea sulla base delle convenienze. Per me coerenza e dignità sono due parole che hanno un valore. Io mi assumo, con i colleghi che erano con me, totalmente e con orgoglio il successo delle politiche di contrasto all'immigrazione clandestina".

Il leader leghista, arriva di fronte al gup Sarpietro, per la nuova udienza, dopo la richiesta di giudizio fatta dal Tribunale dei ministri di Catania, richiesta che ha ottenuto il via libera del Senato il 12 febbraio di un anno fa. L'accusa formulata è quella di aver "abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti della guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio", quando fu disposta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nell’ambito di un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi Ue.

Sul caso Gregoretti la Procura etnea, guidata da Carmelo Zuccaro, si era già pronunciata per il non luogo a procedere, ritenendo che "l’attesa di 3 giorni per uno sbarco" non possa "considerarsi un’illegittima privazione della libertà" dei migranti a bordo della nave. Inoltre, per gli inquirenti sulla nave vennero "garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità" e "lo sbarco immediato di malati e minorenni", come ribadito dallo stesso Salvini nella sua memoria difensiva, depositata a Catania alla prima udienza.

Al contrario, il Tribunale dei ministri, chiedendo invece il processo, sottolineò come Salvini fosse stato responsabile di aver "determinato consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale" dei migranti, "costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche" a bordo. I tre giudici per i reati ministeriali hanno inoltre sostenuto come "non vi fossero ragioni tecniche ostative all'autorizzazione allo sbarco", aggiungendo che "le persone soccorse potevano tempestivamente essere sbarcate e avviate all'hot spot di prima accoglienza per l'identificazione, salvo poi essere smistate secondo gli accordi eventualmente raggiunti a livello europeo".

Accordi a livello Ue su cui insiste anche la difesa di Salvini, con concetti ribaditi nella memoria difensiva, in quello che sembra uno dei nodi dirimenti della vicenda. Di fronte a una strategia politica, voluta da Salvini -e dal governo di allora - con l'obiettivo di spingere i paesi Ue a intervenire per la ricollocazione dei migranti, l'atto di trattenerli a mare, secondo lo stesso Salvini era esclusivamente finalizzato al risultato politico. Al punto da dire che "la permanenza a bordo" era "funzionale solo a consentire la conclusione della procedura di redistribuzione" in Europa dei migranti.

Domani al via le discussioni che proseguiranno anche il 23 aprile. Il gup Nunzio Sarpietro deciderà poi il prossimo 14 maggio se rinviare a giudizio o dichiarare il non luogo a procedere per l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini.