Gregoretti, Calderoli: da Di Maio grave errore spinto da vendetta

Pol/Luc

Roma, 19 dic. (askanews) - "Vorrei proprio capire una cosa, circa le esternazioni di ieri sera di Di Maio sul caso Salvini riguardante la nave Gregoretti. La convocazione per la giunta delle immunità parlamentari del Senato è arrivata ieri sera alle 19.59 e soltanto da quel momento per la prima volta troviamo nero su bianco un ordine del giorno in cui viene menzionato il caso Salvini. Fino a quel momento non c'era nulla. Eppure, ancora prima che lo sapessero i membri della giunta, alle 19.57 esce il primo lancio di agenzia di Di Maio che, dal salotto di Porta a Porta, dichiara testualmente 'Blocco Gregoretti fu azione personale, sì a autorizzazione su Salvini'. Due minuti prima che arrivasse la convocazione della giunta con l'annesso fascicolo". Lo rileva in una nota Roberto Calderoli (Lega), vice presidente del Senato.

"Ora - aggiunge - i casi sono due. O Di Maio non sapeva neppure il contenuto del fascicolo, e parlava a caso senza sapere le cose - come faceva da ministro dello Sviluppo Economico quando parlava dell'Ilva o come fa oggi da ministro degli Esteri quando parla della Libia - oppure aveva preso visione del fascicolo e ne parlava con cognizione di causa avendo letto le carte. Il problema è che quegli atti riservati sono soltanto nella disponibilità dei membri della giunta del Senato e chiunque, da esterno, li avesse visionati avrebbe commesso un reato. Non solo, ricordiamo che la giunta è un organo giurisdizionale o para giurisdizionale. Per cui come potrebbe un capo politico di un partito, che tra l'altro è deputato e quindi appartenente ad un altro ramo parlamentare, dare ordini su come votare ai componenti di un organo giurisdizionale? Non si è mai visto in tutta la storia repubblicana un caso di questo genere. Quindi o Di Maio non ha studiato e parla comunque oppure ha commesso un reato leggendo il fascicolo quando non era nella sua disponibilità. E in ogni caso influenza un organo giurisdizionale che esce dai confini della politica, anticipando il voto per l'autorizzazione. Un grave errore quello di Di Maio, che spinto dalle proprie meschine voglie di vendetta, rischia seriamente di cadere dalla veste di accusatore a quella di imputato".