Gregoretti, Ceccanti (Pd): voto Lega smentisce ragion di Stato

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Roma, 20 gen. (askanews) - "Al netto di tutte le tattiche possibili in commissione e in Aula, il senso giuridico preciso del voto sulle autorizzazioni a procedere ex articolo 96 è quello chiarito puntualmente dalla legge costituzionale 1/1989. Vota No, per usare le precise parole della legge, chi pensa 'che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo'. Vota Sì chi pensa che questi interessi non esistano e che quindi vi debba essere il processo. I senatori leghisti hanno quindi, in termini di stretto diritto, affermato che Salvini non ha agito per quegli alti motivi che avrebbero configurato una sorta di ragion di Stato". Lo ha dichiarato il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, deputato della commissione Affari Costituzionali della Camera.

"Il diritto - ha sottolineato- dice questo. Poi la politica può cercare altre chiavi interpretative, ma, nel rispetto delle scelte di tutti e dei significati che si vorrebbero attribuire con la proprria volontà, è difficile prescindere del tutto dai significati oggettivi propri di un atto".