Gregoretti, Ceccanti: voto su un'inesistente ragion di Stato

Pol-Afe

Roma, 20 dic. (askanews) - "In giunta e poi in Aula i senatori non sono chiamati affatto né a valutare il fumus persecutionis che c'entra solo con l'articolo68 della Costituzione che qui non rileva, né a giudicare direttamente Salvini innocente o colpevole, né ad una sorta di referendum tra populismo giustizialista e garantismo liberale. Precisamente l'articolo 96 della Costituzione e la legge costituzionale 1/1989 prevedono che nel caso dei cosiddetti reati ministeriali la Camera di appartenenza possa evitare il processo a un ministro votando a scrutinio palese a maggioranza assoluta dei componenti «ove reputi…che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Govern". Lo scrive su Facebook il deputato Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali della Camera

"La domanda precisa - aggiunge - è: ma secondo voi Salvini ha agito, al di là degli intenti soggettivi, secondo un'effettiva ragion di Stato? Fermo restando, ovviamente, che anche il ricorso alla ragion di Stato ha anch'esso dei limiti di ragionevolezza e proporzionalità, a cominciare dal rispetto del diritto alla vita delle persone. Il ruolo dei parlamentari che si oppongono alle politiche di Salvini, al netto dello studio delle carte che è sempre necessario, è, quindi, relativamente semplice. Chi più volte ha denunciato che nei comportamenti di Salvini sulle politiche migratorie sono evidenti logiche elettoraliste e propagandistiche che vanno a ledere in modo inaccettabile la dignità di persone umane potrebbe riscontrare credibilmente addirittura una ragion di Stato? È giusto essere garantisti, è giustissimo puntare a battere per via elettorale un avversario e quindi sperare che non ci siano scorciatoie giudiziarie, ma nessuno che abbia avversato Salvini con quegli argomenti può quindi credibilmente arrivare a quell'esito. E' questione di coerenza rispetto ai giudizi espressi in precedenza".