Gregoretti, scontro in Giunta e maggioranza se ne va

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Sul caso Gregoretti scontro nella Giunta delle Elezioni del Senato tra la maggioranza e il presidente Maurizio Gasparri, accusato di scorrettezza istituzionale e di non essere stato imparziale. Ma lui rivendica di essere stato "coerente" e di essere "inattaccabile" dal punto di vista regolamentare. 

A scatenare le proteste di M5S, Pd e Iv, che hanno abbandonato la seduta che discuteva la relazione dello stesso Gasparri sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, la decisione di porre ai voti una richiesta di istruttoria presentata dal senatore M5S Mattia Crucioli, nonostante le assenze di Michele Giarrusso e Pietro Grasso, impegnati in missione all’estero con la commissione parlamentare Antimafia. Domanda respinta con il voto anche di Gasparri. 

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Per Elvira Evangelista, di M5S, "un comportamento assolutamente non imparziale", anche perché "si era impegnato con il presidente Grasso a non mettere in votazione niente durante questa sua missione". Gasparri, fa eco Anna Rossomando del Pd, "non ha rispettato una prassi di garbo istituzionale", perché il voto è stato "non sul merito, ma su un’istanza di approfondimento". Al presidente della Giunta viene inoltre contestata la scelta di convocare l’Ufficio di presidenza per domani, per decidere se rinviare il voto in programma lunedì prossimo, 20 gennaio. "Sembra il contrario di quello che ci accusavano - attacca Francesco Bonifazi di Italia viva - sembra che loro vogliono correre per il 20". 

"Sono stato correttissimo - si difende Gasparri - al punto che mi attengo ad un calendario che è stato approvato alla unanimità nel mese di dicembre, prevedendo sedute anche di lunedì e per un principio di ragionevolezza ho tenuto un calendario per consentire a tutti i colleghi", compresi Grasso e Giarrusso, "di poter partecipare alla seduta con il voto". 

La decisione di riunire l’Ufficio di presidenza, spiega ancora Gasparri, è stata presa "accogliendo una richiesta del Gruppo Cinquestelle, poi ritirata e fatta propria da altri Gruppi, perché quella è la sede per valutare eventuali proposte di modifica del calendario, da sottoporre, in caso di mancato accordo unanime, all’esame della Giunta. Quindi la correttezza è totale ed esemplare". 

Quanto alla decisione di partecipare alla votazione di oggi, "non è la prima volta". Inoltre "io sono anche il relatore e se avessi ritenuto necessari altri approfondimenti istruttori avrei dovuto dirlo io per primo. A mio avviso la documentazione è sufficiente per fare una proposta", quindi il voto è stato "in coerenza con il mio lavoro. Quindi sono coerente sul calendario e sul lavoro che sto svolgendo". 

"La correttezza è tale - conclude Gasparri - che se avessi voluto fare una cosa furba stasera potevo dichiarare chiusa la discussione generale e mettere in votazione la mia relazione. Sono ferrato e inattaccabile" e la garanzia data a Grasso di non far votare prima del suo ritorno era relativa "alla votazione finale. Se uno mi fa una richiesta oggi, voti quando è stata fatta".