Gregoretti, Gasparri: "Caso simile a Diciotti, no processo Salvini"

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"Al di là delle legittime convinzioni politiche di ciascuno di noi e a prescindere dalla naturale dialettica fra i gruppi parlamentari, quale relatore e quale presidente di un organo parlamentare di garanzia e 'paragiurisdizionale', non posso non richiamare l'attenzione di tutti i componenti della Giunta affinché le nostre decisioni non siano determinate esclusivamente dalla casistica delle fluttuanti maggioranze parlamentari". E' l'appello-monito rivolto alla Giunta per le immunità di palazzo Madama dal suo presidente Maurizio Gasparri nel corso della relazione tenuta stamane sul caso Gregoretti.  

Il senatore azzurro ricorda la vicenda Diciotti che considera ''similare'' a questa in esame, che vede di nuovo come 'imputato' Matteo Salvini e invita i colleghi a valutarne le analogie. "Come noto -scrive Gasparri nella sua relazione composta da 16 pagine- la Giunta e l'Assemblea del Senato hanno già dovuto affrontare una richiesta della magistratura per una fattispecie similare, adottando con un'ampia maggioranza determinate decisioni, che presuppongono precise qualificazioni giuridiche degli eventi".  

"Si tratta -assicura- in tutta evidenza di fattispecie del tutto similari ed eventuali enfatizzazioni di aspetti secondari non mutano la realtà delle cose". Gasparri conclude la sua relazione spiegando le ragioni della sua proposta di non 'processare' il leader della Lega, ministro dell'Interno all'epoca dei fatti: ''Pertanto, per le ragioni esposte e in linea di continuità rispetto a decisioni già assunte da quest'organo in questa legislatura, si ritiene doveroso prospettare l'opportunità che la Giunta coerentemente proponga all'Assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere di cui al documento in titolo".