Gregoretti: no giudizio per Salvini a Catania, resta processo Palermo Open Arms/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Sempre nella scorsa udienza la difesa di Salvini ha presentato una memoria lunga oltre 50 pagine "per smontare l’accusa di sequestro di persona pluriaggravato" che potrebbe costargli fino a quindici anni di carcere, oltre ad alcuni allegati tra cui la fitta corrispondenza, a partire dal 26 luglio 2019, tra la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Esteri, la Commissione europea e vari Paesi UE per il ricollocamento, "a dimostrazione che l’accordo era indispensabile per consentire lo sbarco".

Per la difesa "l’attesa si era resa necessaria per concordare la redistribuzione in altri Paesi europei, con il pieno coinvolgimento del governo italiano". Salvini ha citato “per la loro nitidezza” le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale in data 28 dicembre 2019, in occasione della conferenza stampa di fine anno, affermò: "per quanto riguarda le ricollocazioni abbiamo sempre a livello di Presidenza, anche con l’ausilio del Ministero degli esteri, lavorato noi per ricollocare e quindi consentire poi lo sbarco". Salvini, nella memoria, ha poi parlato di un "anomalo ritrovamento di un dispositivo che induceva a ritenere che a bordo fossero presenti degli scafisti”. Il riferimento è a "un GPS, occultato in uno zainetto, verosimilmente impiegato a scopo di orientamento in mare".

Al giudice per le indagini preliminari, Salvini ha poi ricordato anche le intercettazioni di Luca Palamara con un altro magistrato come Paolo Auriemma. "L’ex componente togato del Csm dice, riferendosi all’ex Ministro dell’interno, “ora bisogna attaccarlo”", si legge nella memoria. Salvini ha chiuso così le 51 pagine: "Concludo ricordando le parole con le quali ho assunto l’incarico di Ministro dell’interno: ho giurato di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione. È con questo spirito che ho sempre agito da Ministro dell’interno, nel rispetto dei miei doveri e della volontà del popolo sovrano".