Greta Thunberg a Berlino: "Votate per il clima e continuate a scendere in piazza"

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È una campagna elettorale che corre in parallelo, quella di Greta Thunberg: davanti a circa 20mila persone, raccolte sul prato davanti al Bundestag a Berlino, l'attivista per il clima ha chiesto partecipazione al voto di domenica per il rinnovo del Parlamento federale.
È necessario andare a votare, secondo Thunberg, nonostante i partiti non stiano ancora facendo abbastanza.

"Sì, noi dobbiamo votare, voi dovete votare - dice Greta alle persone accorse ad ascoltarla - ma ricordate che il solo voto non sarà sufficiente. Dobbiamo continuare ad andare nelle strade e dobbiamo continuare a chiedere ai nostri leader di intraprendere una vera azione sul clima".

La manifestazione del movimento Fridays for Future arriva a poche ore dall' apertura dei seggi in Germania: la richiesta è quella di dare priorità alle istanze ambientali.

"Ho la sensazione che il mio futuro mi venga portato via da una generazione su cui non ho controllo ma che ha controllo su di me", commenta uno dei giovani partecipanti alla manifestazione berlinese.

Lanciato nel 2018, il movimento Fridays for Future ha organizzato venerdì il suo 8° "sciopero" in più di 70 paesi, con 470 mobilitazioni solo in Germania.

Germania, l'ambiente in campagna elettorale

Nei loro programmi elettorali, tutti e tre i principali candidati hanno fatto della protezione dell'ambiente una delle loro priorità per i prossimi quattro anni, impegnandosi ad agire per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A metà luglio la Germania è stata colpita da inondazioni ed eventi atmosferici estremi, che hanno provocato più di 180 vittime nell'ovest del Paese. Secondo gli esperti, si tratta di catastrofi ambientali direttamente collegate al cambiamento climatico.

L'obiettivo della neutralità climatica entro il 2045 è un punto in comune dei partiti tedeschi, così come lo sviluppo delle energie rinnovabili. Ma i mezzi per raggiungere l'obiettivo prefissato sono diversi, con la sinistra che favorisce un ampio intervento statale e la destra che si affida al settore privato.

In un recente rapporto, l'Onu ha concluso che limitare il riscaldamento globale a 1,5°C è impossibile senza una riduzione immediata e massiccia delle emissioni di gas serra. L'accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici ha chiesto di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C sopra i livelli preindustriali, e idealmente a 1,5°C.

Ma sulla base degli attuali impegni degli stati membri dell'accordo, "il mondo è su un percorso catastrofico verso i 2,7°C", ha detto recentemente il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

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