Grillo a Di Maio: Luigi, basta con i punti della Standa

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Roma, 2 set. (askanews) - Beppe Grillo continua a spingere il Movimento 5 stelle in direzione di un accordo di governo con il Partito democratico e sferza il "capo politico" stellato per gli ostacoli frapposti finora. In un testo breve pubblicato dal Fatto quotidiano (e firmato, come altre volte, "Beppe Grillo e il suo neurologo") il fondatore e garante del M5S commenta le reazioni al suo ultimo videomessaggio che invitava a cogliere "l'occasione". "Pur dal suo ottusismo, Zinga (il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ndr) rispondeva a una delle tre teste che parlavano nel messaggio: 'Mai dire mai, Beppe'. Tre teste, sì. Una - avverte Grillo - rivolta a Luigi (Di Maio, ndr), incazzata e ancora stupefatta per l'incapacità di cogliere il bello intrinseco nel poter cambiare le cose. Con i punti che raddoppiano come alla Standa".

"L'altra testa - scrive ancora il comico genovese - era rivolta a tutto il mondo, che sa soltanto spettegolare malignamente, trattenuto della serra mediatica. Che l'Elevato (termine col quale Grillo definisce se stesso, nella gerarchia del M5S, ndr) trafora elevandosi a contenere tutti gli umori presenti, su su fino alla stratosfera della mente collettiva".

"Una terza mente - sottolinea il garante del M5S - incorporava la stanchezza di Conte, ma perché Conte è stanco? È l'unico che ha una casa dove andare, che possiede un filo conduttore interiore. Una persona eccezionale perché capace di rimanere normale: non sono tantissimi. In un mondo così inquinato da vedere il nulla dove c'è impegno e ragionevolezza, l'Elevato incorpora dentro a sè, per mondarli, gli spiriti più maligni: depressione, incapacità di cogliere con ironia quello che ti capita e brama di potere. Il suo messaggio rimbalza di continuo come la pallina di un flipper 3D che neppure il flipper stesso riesce a contenere".

"I media, a cui non è rivolto alcun messaggio, non resistono e riecheggiano l'ur lo dell'Elevato: non resterà altro da fare che inseguirlo. Esercitare la leadership facendosi inseguire, anche, ridendo", conclude Grillo.