Grillo: mio figlio non è uno stupratore. Sono stufo, arrestate me

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 19 apr. (askanews) - Una perorazione appassionata, urlata, per difendere il figlio Ciro, accusato di aver preso parte a uno stupro di gruppo. Beppe Grillo rompe il silenzio con un video su Facebook sul caso giudiziario che risale a luglo del 2019, caso da lui giudicato "strano" (anche se non lo collega esplicitamente al suo ruolo di fondatore e garante del Movimento 5 stelle). "Mio figlio - dice all'inizio del videomessaggio - e' su tutti i giornali come uno stupratore seriale, insieme a altri tre ragazzi. Io voglio chiedere, voglio chiedervi, voglio una spiegazione perché un gruppo di stupratori seriali non sono stati arrestati".

"La legge - sottolinea in un crescendo di toni accesi - dice che gli stupratori vengono presi e messi in galera e interrogati in galera o ai dimoiciliari. Sono lasciati liberi per due anni, perché? Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera a calci nel culo. Perché? Perché vi siete resi conto che non è vero niente che c'è stato uno stupro, non c'è stato niente! Perché una persona che viene stuprata la mattina il pomeriggio va in kytesurf e dopo otto giorni fa la denuncia vi è sembrato strano. Bene vi è sembrato strano, è strano!".

"E poi - osserva ancora Grillo - non c'è un avvocato che parla o sono io il padre che parlo e difendo mio figlio. C'è il video, c'è un video! C'è tutto il video, passaggio per passaggio. Si vede che c'è la consensualità, si vede che c'è un gruppo che ride, che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande. Sono in mutande e saltellano col pisello così, perché sono quattro coglioni e non quattro stupratori. E io sono stufo perché sono due anni. E io sono stufo perché son due anni e se dovete arrestare mio figlio perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera!", conclude il fondatore del M5S.