Di Maio assediato torna di corsa a Roma per vedere Grillo

Gabriella Cerami

Uno arriva e l’altro va via. Luigi Di Maio sale le scalette di un aereo destinazione Sicilia mentre Beppe Grillo è in viaggio verso Roma. Basterebbe questo per capire la distanza tra i due se non fosse che, in pieno caos, quando il capo politico capisce di avere tutti contro, chiama il Garante e gli chiede di fissare un incontro.

Quindi Di Maio, che non si sarebbe dovuto muovere dalla Sicilia per tre giorni, torna in fretta e furia a Roma per vedere Grillo all’hotel Forum, dove ci sarà la resa dei conti. L’intero mondo pentastellato, o almeno ciò che ne rimane, sta vivendo ore complicatissime. “Grillo è arrivato qui e si trova davanti un Movimento senza idee e senza leader”, uno dei parlamentari molto vicino ai vertici commenta così lo stato dell’arte. Commento amaro, molto diffuso tra i deputati e i senatori grillini. In discussione c’è la leadership di Di Maio, tanti si aspettano un suo passo indietro dopo che il voto su Rousseau ha sconfessato la sua linea riguardo le elezioni regionali. Il garante incontrerà anche tanti esponenti grillini, tra cui forse Alessandro Di Battista.

Si confronterà con loro non solo sulla guida del Movimento, ma anche sull’alleanza con il Pd, di cui Grillo continua ad essere il maggiore sponsor al contrario di Di Maio, e sulle elezioni regionali. A questo proposito, giusto per citare un post, si è già espressa Roberta Lombardi: “Facciamo votare su Rousseau se andare in coalizione, il ruolo del capo politico singolo ha fallito”. Una nuova bomba è stata sganciata.

Il voto di giovedì sulla piattaforma Rousseau che ha sconfessato la linea del capo politico era solo l’inizio. Di Maio non aveva alcuna intenzione di presentare le liste elettorali in Emilia Romagna e in Calabria, avrebbe preferito un momento di riflessione, ma nei fatti c’è stato un vero e proprio plebiscito contro di lui. E ora è come se Grillo fosse corso a Roma al ‘capezzale’ della sua creatura per recuperare i cocci e provare in...

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