Grimaldi Navi riaccende motori, investimenti dopo covid

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(Adnkronos) – Grimaldi è pronta ad investire per ripartire dopo il covid. L'azienda illustra la propria strategia al . Diciassette navi in costruzione per 1,4 miliardi di dollari (quasi 1,2 miliardi di euro), tutte all’insegna dell’eco-sostenibilità, e attenzione concentrata su ulteriori investimenti rivolti anche a nuove acquisizioni societarie, una delle quali dovrebbe concludersi a breve. Il gruppo ha chiuso il 2020 con risultati positivi, nonostante il Covid abbia causato una contrazione del fatturato. La compagnia oggi conta 16mila dipendenti nel mondo, con circa 130 navi di cui 120 di proprietà, gestisce 22 terminal portuali in 12 Paesi e controlla sei compagnie marittime, quattro delle quali straniere: Atlantic container line, Malta motorways of the seas, la greca Minoan lines e la finlandese Finnlines. "Grazie alle nostre eco-ship e per effetto anche della riduzione del costo del carburante – spiega Emanuele Grimaldi, al vertice del gruppo insieme al fratello Gianluca – nell’anno difficilissimo del Covid abbiamo dimostrato di essere resilienti. Abbiamo perso passeggeri e traffico di auto e subito una contrazione del fatturato di 400 milioni, passando da 3,15 miliardi a 2,76. Ma abbiamo totalizzato 270 milioni di profitti. Inoltre stiamo proseguendo il rinnovo della flotta, in ottica green".

Per il 2021 "puntiamo moltissimo sulla Sardegna, dove già più del 70% dei camion in arrivo e partenza è trasportato da navi del nostro gruppo. Crediamo poi che, per effetto del Covid, la domanda turistica si incentrerà molto sul mercato domestico. Per questo, sulle rotte da Livorno e Civitavecchia per Olbia, abbiamo messo le ammiraglie Cruise Europa e Cruise Sardegna. Noi garantiamo la continuità territoriale tra l’Italia e l’isola anche senza contributi pubblici (il riferimento è alle sovvenzioni percepite da Tirrenia-Moby, per il rinnovo delle quali si è aperta la gara, alla quale partecipa anche Grimaldi, ndr). Ai nostri concorrenti lo Stato dava, per la continuità territoriale, 70 milioni l’anno. Le nuove gare sono per circa 30 milioni complessivi l’anno. In ogni caso, noi operiamo già sulle stesse tratte, anche quelle meno trafficate, senza sovvenzioni".