Grom chiude sette gelaterie: Unilever punta sulla grande distribuzione

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Novità in vista per la celebre catena di gelaterie Grom, che nel primo trimestre di quest’anno vedrà la chiusura di ben sette punti vendita in Italia nell’ottica di uno spostamento del proprio mercato sulla grande distribuzione. La decisione è stata presa dalla multinazionale Unilever, proprietaria di Grom dall’ottobre del 2015, nel tentativo di contrastare i colossi esteri dell’alimentazione dolciaria che negli ultimi anni hanno messo a dura prova il piccolo marchio italiano.

Grom chiude sette gelaterie

Nei prossimi mesi Grom chiuderà quindi i propri punti vendita di Udine, Treviso, Modena, Mestre ed Alessandria, mentre qualche tempo fa era già stata chiusa la storica prima gelateria di via Cernaia a Torino dove tutto iniziò nel lontano 2003 per mano di Federico Grom e dell’enologo Guido Martinetti.

Concentrandosi maggiormente sulla grande distribuzione saranno inevitabili le ricadute sui post di lavoro nei singoli punti vendita, anche se la stessa Unilever ha assicurato il ricollocamento dei lavoratori in esubero. Una svolta industriale quindi per il gelato che si vantava di essere al 100% artigianale, dovuta principalmente ai cambiamenti imposti dai consumatori di grossi mercati come Russia e Stati Uniti. In questi paesi infatti il gelato viene commercializzato quasi esclusivamente attraverso i supermercati mentre le piccole gelaterie ricoprono un ruolo assai marginale.

La nota dell’azienda

In una nota ufficiale diffusa nella giornata del 23 gennaio, l’azienda ha tuttavia assicurato che l’essenza e lo spirito di Grom rimarranno anche in questa nuova avventura all’interno della grande distribuzione: “La nostra missione è portare nella vita di più persone, in tutto il mondo, il puro e autentico gelato italiano. Perseguirla ha richiesto, negli ultimi anni, un’evoluzione del modello di business e una visione proiettata sul medio e lungo periodo, che tenga conto di nuove opportunità, nuovi canali e nuove attitudini di acquisto. Tutto questo si traduce anche in un’analisi della rete di vendita e nella scelta di chiudere alcuni negozi, mantenendo tuttavia il ruolo del retail come hub dell’esperienza e DNA di Grom”.