Gruppi LeU riuniti: cautela su Draghi, ala SI frena sui “tecnici”

Red
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Roma, 3 feb. (askanews) - Riunione congiunta on line dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato di Liberi e Uguali questa mattina. All'ordine del giorno la rottura nella ex maggioranza di Governo e la convocazione al Quirinale dell'ex presidente della Bce Mario Draghi in vista della possibile formazione del nuovo Governo.

Si è trattato, racconta chi c'era, di una "riunione interlocutoria". La discussione, pur senza alcuna particolare tensione, rispecchia in buona parte le linee di faglia fra i due principali contraenti del patto che diede vita alla lista elettorale, Sinistra italiana e i bersaniani di Articolo 1 guidati da Roberto Speranza. Due formazioni che non hanno poi trovato il modo di trasformarsi in un soggetto politico unitario.

Sull'ipotesi del governo tecnico, o governo del presidente, presieduto da Draghi, quindi, è più netta la posizione critica del portavoce di Si Nicola Fratoianni e della presidente del gruppo misto del Senato Loredana De Petris, oltre che di Stefano Fassina, che ha da tempo una sua collocazione autonoma rispetto alle due formazioni principali. Nella discussione non mancano i richiami all'esperienza negativa del governo Monti, affidato ai "tecnici" e legato alle politiche di austerità europea poco apprezzate a sinistra. Per Si si dovrebbe puntare a consolidare l'alleanza strategica con Pd e 5 stelle in vista di elezioni a breve, comunque prima dell'inizio del semestre bianco che impedirà a partire dal mese di agosto lo scioglimento delle Camere da parte di Mattarella.

Fassina ha preso posizione anche su Facebook: "Senza la garanzia di elezioni a Settembre, impossibile il voto di fiducia al Governo Draghi", ha sottolineato. E Fratoianni ad Agorà su Raitre ha messo le mani avanti: "Mi pare molto difficile sostenere un governo di questo tipo".

Pier Luigi Bersani, raccontano i presenti, ha preso una posizione cauta ma non entusiasta sull'operazione Draghi. Da Federico Fornaro, capogruppo alla Camera ed espressione di Articolo 1, appello alla "cautela" e alla "responsabilità" in questa fase delicata. Speranza, dal canto suo ha svolto, secondo chi lo ha ascoltato, "un intervento di attesa", il cui senso è in sostanza "aspettiamo a valutare anche sulla base di quello che succede". Un ragionamento non troppo lontano, apparentemente, da quello svolto stamane sulla Radio del Pd dal vicesegretario dem Andrea Orlando, quando ha spiegato che "il Pd dovrà ragionare su cosa fa anche in relazione a quello che fanno le altre forze politiche".