Gualtieri: “Quota 100 e reddito confermati, archiviata la flat tax”

Gualtieri Quota 100

Il nuovo governo giallorosso nasce con una scadenza incombente e di importanza fondamentale per il futuro dell’Italia: la manovra economica d’autunno. Tutti gli occhi sono puntati su via XX Settembre, mentre gli elettori si chiedono se i provvedimenti economici introdotti dal governo Conte 1 verranno mantenuti anche dalla nuova squadra insediata a Palazzo Chigi. Roberto Gualtieri, neo ministro dell’Economia, rivela le intenzioni del governo per il futuro di Quota 100, flat tax e reddito di cittadinanza.

Gualtieri su Quota 100

Quota 100 resterà in vigore fino al termine previsto dalla legge vigente, rassicura Roberto Gualtieri nel corso di un’intervista a Repubblica. Il provvedimento “ha una durata triennale e l’orientamento è lasciare che vada a esaurimento”. Il ministro ammette che “in un quadro di risorse scarse, l’intervento sulle pensioni andava fatto in modo diverso. Ma è sbagliato modificare costantemente le regole del gioco in materia previdenziale”.

Confermato anche il reddito di cittadinanza, fermo restando che “una verifica del suo funzionamento insieme alle parti sociali può aiutare a migliorarlo“. Il Conte bis si impegnerà anche a confermare gli 80 euro del bonus Renzi e a “lavorare a un’ampia riforma fiscale per sostenere i redditi medio bassi. Ma per farlo ci vorrà del tempo”.

“La flat tax? Incostituzionale”

Archiviato, invece, il capitolo flat tax: “Non la faremo mai. Dava tanto a chi ha di più, mentre noi siamo il governo degli asili nido, degli investimenti e della riduzione delle imposte ai più deboli. Era ingiusta, sbagliata, insostenibile e incostituzionale, perché violava la progressività, oltretutto alla base del modello sociale europeo insieme al welfare”.

L’aumento dell’Iva

L’obiettivo primario del nuovo governo resta quello di evitare l’aumento dell’Iva, ribadisce Gualtieri, anche grazie alle risorse risparmiate da Quota 100 e dal reddito di cittadinanza. “Ci stiamo lavorando”, spiega il ministro. “Partiamo da quanto ereditato dal governo precedente, con l’obiettivo principale di bloccare l’aumento di 23 miliardi dell’Iva che avrebbe un impatto negativo su crescita e investimenti”.