Guardia finanza Bergamo arresta 5 persone per bancarotta e frode

Red-Alp

Milano, 8 nov. (askanews) - I finanzieri di Bergamo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 tra imprenditori e professionisti, di cui tre in carcere e due ai domiciliari, disposta dal gip di Bergamo Marina Cavalleri, su richiesta del Sostituto procuratore Emanuele Marchisio che ha coordinato le indagini dell'operazione denominata "Tribe". Lo hanno riferito le stesse fiamme gialle, spiegando che i due professionisti coinvolti sono un commercialista con studio in provincia di Bergamo e un consulente tributario attivo sulle piazze di Milano e di Monza, già gravato da precedenti specifici. I militari hanno perquisito anche 15 tra abitazioni, studi commerciali e sedi di società tra le provincie di Bergamo, Milano, Monza, Sondrio, Venezia e Varese.

Il provvedimento di arresto rappresenta l'epilogo di una articolata indagine sul fallimento di una nota società operante nel settore della ristorazione e gestione delle mense, che ha visto coinvolti 19 soggetti, indagati a vario titolo per bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e false compensazione di crediti d'imposta. Le indagini hanno permesso di ricondurre all'effettivo dominus della società fallita, tratto in arresto, anche l'operatività di ulteriori sei aziende, sempre attive nel campo della ristorazione, per le quali sono state avviate procedure fallimentari. Il passivo che ha condotto al fallimento della società oggetto d'indagine nel periodo 2013/2017 ammonta ad oltre 36 milioni di euro, dei quali 17 milioni in danno all'Erario e 4,5 milioni in pregiudizio di 767 ex-dipendenti dell'azienda.

Complessivamente le indagini hanno consentito al momento di accertare distrazioni per circa 10 milioni di euro.