Guariti Covid discriminati in Cina, la storia He Yuxiu

Image from askanews web site
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Roma, 15 lug. (askanews) - Si moltiplicano in Cina le testimonianze relative a discriminazioni nei confronti di persone precedentemente infettate da Covid-19. Oggi il South China Morning Post racconta di una giovane insegnante 24enne che in Hebei ha perso il suo lavoro dopo che la scuola che l'aveva ingaggiata ha appreso che è una guarita dal coronavirus.

He Yuxiu ha una storia particolare. Quando a febbraio la Russia ha invaso l'Ucraina, lei viveva a Kharkiv e si stava riprendendo dal Covid. Sui socia cinesi ebbe anche una transitoria notorietà, perché pubblicava i video del suo edificio che veniva smosso dai bombardamenti russi vicini.

Settimane dopo, riuscì a essere sfollata da Kharkiv grazie all'ambasciata cinese, per andare prima in Ungheria e poi rimpatriare in Cina.

All'arrivo in patria, però, fu per la seconda volta testata positiva al Covid durante la quarantena. Guarita ancora, cercò lavoro e lo trovò come insegnante di russo in una scuola di un villaggio della provincia di Hebei a maggio. Ma, una settimana dopo l'assunzione, fu licenziata "perché - ha raccontato - scoprirono che avevo in precedenza avuto il coronavirus".

Il racconto di He è stato diffuso dal giornale all'indomani di un chiaro avvertimento del primo ministro cinese Li Keqiang ai datori di lavoro che discriminano i guariti da Covid. Discriminare i lavoratori in base al fatto di avere avuto il Covid, ha detto, è illegale.

"La discriminazione sociale è il più grande problema che ci si trova ad affrontare dopo essere stati infettati dal Covid-19", ha accusato l'insegnante, raccontando la sua vicenda.

Il 23 maggio scorso - ha detto He - il preside della scuola in cui lavorava le telefonò chiedendo se avesse mai avuto il Covid-19. "Quando io dissi di sì, mi ordinò di lasciare la scuola immediatamente, senza alcuna spiegazione".

Eppure - ha detto ancora He - prima di quel giorno si era sottoposta a 60 test molecolari, tutti negativi, e aveva il verde sull'app di tracciamento sanitario anti-Covid.

Quella app indica il livello di rischio di una persona in relazione ai contatti avuti nei precedenti 14 giorni. E' necessaria per andare sostanzialmente ovunque in Cina e genera un segnale a tre colori - verde, giallo o rosso - per indicare il rischio Covid. Il verde vuol dire che la persona è libera di andare ovunque.

He dice di aver subito un grave shock. "Davvero non volevo lasciare i miei studenti, con cui ero stata solo una settimana", ha raccontato. "Ho sentito come se il mio sogno di essere un'insegnate fosse stato distrutto".

Due mesi dopo aver perso quel lavoro, He non riesce ancora a trovarne un altro. Non solo: è stata isolata dai suoi (ex) amici e riesce a vivere grazie al fatto di aver creato un blog video - col nome "Sono un piccolo mostro" - su Weibo, Doutin e Bilibili. Ha più di 2,2 milioni di follower, conquistati per lo più quando raccontava della sua vita in Ucraina.

Oggi spiega come le sia sostanzialmente impossibile trovare un nuovo lavoro, perché le istituzioni educative alle quali si presenta vengono immediatamente a sapere che è stato licenziata perché ha avuto in passato il Covid-19 e ha raccontato questa esperienza sui social media.

Il suo video è diventato di tendenza su Weibo - il "Twitter cinese" - e una sua domanda ha fatto breccia: "Perché vengo trattata come il virus che io ho sconfitto?"

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